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Il ricambio generazionale inevitabile dei medici ospedalieri

Da “la Repubblica”, cronaca di Napoli, domenica 21 dicembre 2014 

di Giuseppe Ossorio

L’età media dei medici ospedalieri strutturati in Campania è di oltre 57 anni. La conseguenza è che essi andranno in pensione senza avere la possibilità di lasciare la staffetta generazionale a colleghi con un  adeguato training professionale ancorché con un buon livello di specializzazione. Una grave condizione che pagheremo nei prossimi 5 anni. Nella  nostra regione abbiamo gli ospedali che trattano tutta la patologia impegnativa, urgente e non urgente, con personale medico in pianta organica sicuramente adeguato nelle capacità, ma carente numericamente, demotivato per l’assenza di sbocchi di carriera.
All’incirca 20, 25 anni orsono in Campania si verificarono due fenomeni, quasi contemporanei. Essi hanno generato la grave emergenza nel ricambio delle generazioni dei medici dipendenti degli Ospedali. In quegli anni si ebbe un notevole aumento dei laureati in Medicina e Chirurgia, ovviamente non solo delle nostre Università Campane, frutto dell’Università di massa. E si svolsero gli ultimi concorsi pubblici portati a termine dalle Unità sanitarie locali dell’epoca, con l’immissione in servizio degli ultimi medici strutturati. Quel personale medico è ancora in servizio ma non più giovane. Parliamo di professionisti che oggi sono tra i 57 e i 62 anni, più o meno. Altri concorsi pubblici da allora, ovviamente, furono banditi, ma in modo sporadico.

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La liberalizzazione dei trasporti si infrange al primo ostacolo

Da la Repubblica di giovedì 11 dicembre 2014

di Giuseppe Ossorio

Anche in Campania, le famose liberalizzazioni, almeno nel settore dei trasporti pubblici, sarebbero ad un passo. Forse. Finalmente la Regione ha bandito la gara per l’affidamento di tutti i servizi del settore esistenti in Campania. E dalle liberalizzazioni dei trasporti i cittadini utenti potrebbero ottenere un miglioramento dei servizi.
Il condizionale è d’obbligo, però, quando si parla di abbattere il “capitalismo regionale o municipale”. Ancor di più quando si tenta di ridimensionare i molti vincoli e le corporazioni pubbliche e private che tengono ingessata l’Italia.
Accade, infatti, che il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, con decreto cautelare del 5 dicembre 2014, ha sospeso la gara, su richiesta del Consorzio delle Tranvie Provinciali, il CTP di Napoli, in attesa del giudizio di merito fissato per il 18 dicembre.
Anche le organizzazioni dei sindacati avevano rappresentato dubbi e perplessità sull’avvio della gara. Essi affermavano che le modalità individuate dalla Regione non tutelavano l’occupazione di tutti i lavoratori del settore e che l’esiguità delle risorse messe a disposizione dalla Regione non garantivano la qualità e la quantità del servizio.

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