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Il Nord, il Sud e l'Europa

di Giuseppe Ossorio
Vicepresidente Commissione Bilancio della Camera

Dal Corriere della Sera dell'8 ottobre 2006 - pag. 39

Ho letto l'articolo “La questione del Nord”” di Sergio Romano e concordo pienamente con l'analisi circa la nascente questione settentrionale, o quantomeno veneta, e penso certamente che, se qualche “ritocco” alla Finanziaria è possibile per venire incontro, come Romano auspica, ai problemi di quell’area, bisognerà farlo. Mi permetterei però di segnalare che, accanto a tale questione, sussiste e persiste una questione meridionale.
Non che io pensi che si possa oggi riproporre la centralità della questione meridionale. È ancora vero però che, come Francesco Compagna sosteneva, se al Nord piove ai Sud diluvia, e dobbiamo tutti riconoscere che, negli ultimi anni, il Mezzogiorno non solo ha perso molti aiuti ma è stato vittima di una politica generale dei governi tendente a penalizzarlo. Questo è stato un grave errore. Il Sud ha perso centri di eccellenza di rilievo euro peo, nell'ambito della ricerca e della produzione. E ha visto indebolito, sin quasi alla scomparsa, il suo sistema bancario a favore del Nord. Non si tratta dunque di riproporre un meridionalismo delle mance e degli interventi casuali a pioggia. Ma di comprendere che lo sviluppo di un'area geopolitica cos√¨ vasta e ricca di potenzialità va rimeditato in una prospettiva nazionale ed euro pea. Se non c'è più la volontà di mettere al centro della politica economica italiana il problema dello sviluppo del Sud, avverto, però, la necessità, come deputato di maggioranza eletto a Napoli, di irrobustire nella prossima Legge finanziaria le poche opportunità previste per il Mezzogiorno. Non si possono dimenticare le ragioni dei più deboli a favore di quelle, pur legittime, dei più forti.
In sostanza bisogna riuscire a collocare sullo stessa terreno tre questioni che diventano una: quella meridionale, quella settentrionale, quella europea. Un'Europa debole e burocratica, come quella d'oggi, incapace di pensare lo sviluppo complessivo del suo territorio tenendo presenti le concrete esigenze delle sue regioni, è destinata al fallimento. D'altro canto, non sappiamo immaginare un'alternativa realistica all'unificazione europea.