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Lisbona tradita

Di Gianni Pittella
Relatore generale del Bilancio UE 2006 - Eurodeputato DS\PSE

Editoriale del 10 novembre 2005
 
Quando il Progetto di Bilancio della UE per il 2006 è stato approvato dalla Commissione europea si è detto che l'UE doveva investire in un'economia basata sulla conoscenza per riportare l'economia europea sulla buona strada. Gli obiettivi della prosperità e della solidarietà avrebbero costituito le fondamenta del rilancio della strategia di Lisbona. L'approvazione del Progetto di Bilancio era anche stata preceduta dalla risoluzione del Parlamento europeo del 9 marzo 2005 sulla revisione a medio termine della strategia di Lisbona, dalle conclusioni del Consiglio europeo del 29 marzo 2005 sul rilancio della strategia di Lisbona, e dalla risoluzione del Parlamento europeo sulla strategia politica annuale. Tutti questi documenti contenevano orientamenti politici per il rilancio della strategia di Lisbona.

Globalmente nella proposta della Commissione l'importo di 40 miliardi di euro destinati alla strategia di Lisbona è ripartito nel modo seguente (tutti gli importi sono arrotondati):
 

Nell'ambito della rubrica 3 - politiche interne, il sesto programma quadro di ricerca costituisce l'elemento principale. L'insieme di questo settore è considerato come un "elemento" di Lisbona, per un importo di circa 5,258 miliardi di Euro.
Rispetto a queste previsioni fatte dalla Commissione esecutiva, che il Parlamento aveva già giudicato insufficienti, il Consiglio europeo, presieduto attualmente dalla Gran Bretagna, ha apportato tagli per circa 429 milioni di euro agli stanziamenti di pagamento. Anche se la Presidenza del Consiglio continua ad affermare che questo livello resta considerevolmente superiore al livello degli stanziamenti di pagamento del 2005, si tratta di una riduzione consistente, che influenza il ritmo e l'esecuzione dei pagamenti pianificati dalla Commissione.
Le reti transeuropee (RTE) beneficiano nella proposta della Commissione di circa 700 milioni di euro. Questo importo corrisponde perlopiù alle linee di bilancio 06 03 01 (la principale linea RTE per le reti di trasporto) e 06 03 02 (reti per l'energia). In questo caso, il Consiglio ha mantenuto gli importi. Si registra un modesto aumento per le reti di trasporto (+ 20 milioni di euro, giungendo ad un totale di 692 milioni), mentre la linea destinata alle reti per l'energia permane ai livelli del 2005 con 21,5 milioni di euro.
Connesse all'idea di una economia basata sulla conoscenza, l'istruzione e la formazione professionale dovrebbero, secondo la Commissione, beneficiare di 650 milioni di euro. Ciò corrisponde, grosso modo, a tutte le misure in materia di istruzione e formazione che rientrano nel titolo 15, Istruzione e Cultura, inclusi i programmi Leonardo e Socrates. La proposta della Commissionenon prevede aumenti per Socrates, e taglia persino la dotazione di Leonardo di 10 milioni di euro. Il Consiglio ha mantenuto gli importi della Commissione. Se questo settore rientra nella strategia di Lisbona, perché lo si lascia ristagnare? La mia opinione, largamente condivisa dal Parlamento, è che la strategia di Lisbona dovrebbe essere rafforzata e che proprio nel settore dell'istruzione e della cultura, come nella ricerca, sia necessario non cadere nella grave contraddizione di propugnare una società basata sulla conoscenza e piena di aspirazioni per il futuro e, al tempo stesso, ridurre gli stanziamenti destinati alla gioventù. A cosa dovrebbe servire una strategia di Lisbona, se non la si rende sostenibile per le generazioni future e non la si incentra maggiormente sui giovani europei?
La Commissione ha previsto circa 100 milioni di euro per le azioni a favore delle Piccole e Medie Imprese (PMI). Il Consiglio ha mantenuto questo approccio restrittivo della Commissione. Anche altre azioni dovrebbero essere considerate come facenti parte della strategia di Lisbona. Ad esempio, questa potrebbe includere elementi di protezione dell'ambiente, giacché quest'ultima è centrale per l'obiettivo della sostenibilità. Ma ancora una volta riemerge una sottovalutazione di queste potenzialità, nelle proposte di Commissione e Consiglio.
Per la rubrica 1, agricoltura, si contano circa 7,8 miliardi di euro nell'ambito del totale di 40 miliardi. Ciò corrisponde, in effetti, a tutte le azioni a titolo della sottorubrica 1b (sviluppo rurale) che include, ad esempio, la linea per gli aiuti ai giovani agricoltori. Ancora una volta, si tratta di una cifra che era stata considerata parte della strategia di Lisbona, come definita dalla Commissione, al momento dell'approvazione del PPB. Il Consiglio non ha modificato questa parte del PPB della Commissione.
Per quanto riguarda le azioni strutturali della rubrica 2, la Commissione ha incluso circa 18,5 miliardi di euro dei fondi strutturali nel totale di 40 miliardi. Questa cifra corrisponde a circa il 50% (15,8 miliardi) dei fondi strutturali per i vecchi programmi degli "UE-15" e circa il 40% (2,7 miliardi) per i nuovi programmi degli "UE-10". Reputo molto ottimistica l'inclusione di queste percentuali come "connesse alla strategia di Lisbona" per quanto riguarda i fondi strutturali. Ad ogni modo, anche in questo settore, il Consiglio ha scelto di tagliare gli stanziamenti di pagamento per un totale di 150 milioni. Ritengo che ciò sia inaccettabile.
Concludendo: la Presidenza britannica del Consiglio parla del rilancio della strategia di Lisbona ma, di fatto, le cifre non mostrano aumenti, o solo aumenti molto moderati, rispetto al bilancio 2005. L'approccio del Consiglio nella sua prima lettura si è fondato interamente su tagli volti a ridurre gli stanziamenti in modo indiscriminato, e non fa nulla per facilitare, come necessario, il sostegno alle dichiarazioni politiche con adeguate risorse finanziarie.
L'impegno che porterò avanti nel corso della procedura di Bilancio, che si concluderà in dicembre, sarà quello di correggere questa impostazione dando maggiore respiro finanziario alle politiche che rientrano nella strategia di Lisbona.
Credo convintamente che un'ampia maggioranza del Parlamento sosterrà questo sforzo e auspico che il Consiglio voglia prendere atto della insostenibilità della contraddizione politica in cui è caduto.


Allegato 1: Linee di bilancio rafforzate nella "Tabella di Lisbona" nella procedura di bilancio 2005 e proposte della Commissione e del Consiglio per il bilancio 2006: