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Giuseppe Ossorio: “Napoli, città in controluce ma le energie vanno difese”

Da “la Repubblica” di mercoledì 28 maggio 2014 di Pier Luigi Razzano

Va presa in controtempo, Napoli. Per l’affollarsi continuo, quotidiano, di interrogativi che pone, senza mai tralasciarne qualcuno. E va vista da una distanza sapientemente calibrata, evitando che possa abbagliare. Spostarsi come di lato, e coglierla in controluce per inquadrare la trama dei problemi. Come ha fatto Giuseppe Ossorio, già deputato nel 2006 e nel 2012, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, attraverso la sua attività pubblicistica.
Un quindicennio di articoli per “Repubblica”, con lo spirito nutrito da cultura liberaldemocratica, raccolti ora in “Scelte in controluce. Napoli, l’Italia, L’Europa”, edito da Guida. Il volume si presenta alle 17.30 nella sede dell’Università telematica Pegaso in piazza Trieste e Trento. Con Ossorio gli autori delle prefazioni alle varie sezioni che dividono in temi l’antologia dei sui scritti: Adriano Giannola, Tullio D’Aponte, Amedeo Di Maio, Francesco Fimmanò, Ernesto Paolozzi.
Ossorio, che città è stata Napoli in questi quindici anni durante i quali lei l’ha seguita, sorvegliata attentamente?
“Non ha ma smesso di essere sostenuta da una grande vitalità. Direi inesauribile. Ma è bisognosa di una classe dirigente che la risollevi, le faccia riprendere quota. Guido Dorso diceva che ci vogliono cento uomini di ferro. Senza troppo pessimismo, non ne vedo sul campo”.
Gli articoli non seguono un ordine cronologico, ma sono il libro di Giuseppe Ossorio “Scelte in controluce”: sarà presentato oggi alla Unipegaso suddivisi per temi. La sezione che inaugura la sua raccolta è dedicata al “Mezzogiorno”.
“Che sembra un problema deseuto, pare non se ne voglia interessare nessuno. Guardo con interesse a Renzi, alla sua spallata data al sistema. Ma il Meridione è al centro di una visione? Si va oltre le intenzioni per impedire che Napoli lasci andare altrove le sue energie migliori? Il Sud dev’essere al centro della politica, non accantonato. Si è cancellata la Cassa del Mezzogiorno, e pure il termine. Il mancato sviluppo del Mezzogiorno è il mancato sviluppo del Paese”.
Non lasciare il Sud come corpo a sé stante, ma inquadrarlo in una dimensione europea e mondiale?
“Infatti analizzai nel febbraio del 2011, a ridosso della “Primavera araba”, che le rivendicazioni di quei giovani non erano una ribellione incontrollata ma consapevole. Un desiderio di dignità che accomuna tanti giovani napoletani che troppi continuano a bollare come oziosi o apatici, invece di vedere i tanti sacrifici e le difficoltà della loro generazione”.