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2005 Bicentenario Mazziniano. Lo storico Denis Mack Smith su Mazzini

A cura di Mario Battiglia

Editoriale del 19 settembre 2005
 
Come vede i rapporti ira Mazzini e l'Inghilterra, e in quale misura le sembra che si siano realizzati i suoi ideali?
MACK SMITH - A prima vista può sembrare strano che l'Inghilterra, un Paese cosi poco disposto all'idea repubblicana e così lontano dallo spirito rivoluzionario, lo abbia accolto con tanto calore. La verità è che l'Inghilterra in quei tempi era un Paese che offriva liberamente la sua ospitalità ai molti profughi, spinti all'esilio da persecuzioni politiche, e la loro presenza nelle isole britanniche costituiva un importante ed insostituibile fattore di educazione civile e politica.
Fra gli amici ed ammiratori di Mazzini ci furono le personalità più illustri di Inghilterra compresi Carlyle, Dickens, Tennyson, George Eliot, Gladstone...
Tra i personaggi più in vista del periodo vittoriano Arnold Toynbee stimò e venerò Mazzini come uno dei più grandi maestri dell'epoca, e Lord Morley lo ricordava come l'uomo moralmente più degno di considerazione che egli avesse mai incontrato. L'ammirazione ad un certo punto diventò reciproca.
"L'Italia è la mia patria - scriveva Mazzini - ma l'Inghilterra è la mia casa", E' dalla sua profonda amicizia con alcuni dei suoi fedeli discepoli inglesi che ebbe origine l'epistolario Mazzini's letters to an Englìsh Family (lettere di Mazzini ad una famiglia inglese), tradotte in italiano nel 1935, e che a mio parere, è da considerare uno dei prodotti più elevati del risorgimento. Con tutto ciò si può parlare di influenza di Mazzini sul mondo inglese? Motti, e sarebbero troppi per essere menzionati, ritengono di sì. Mazzini stesso fa certamente influenzato dal modo dì pensare e dall'ambiente trovalo a Londra, ma per contro, essendo un predicatore e un profeta nato, egli non ai stancò mai di spiegare e di far conoscere le proprie idee a tutti coloro che erano disposti ad ascoltarlo.
E' da ricordare ora che quando Cavour temeva Mazzini come il peggiore nemica dell'Italia gli inglesi non vedevano in lui pericolo alcuno. Per gli inglesi, a differenza di quella che fu l'opinione prevalente dell' "establishment" politico di Torino e di Roma, Mazzini era pressappoco un "moderato". Ai loro occhi egli era soltanto un uomo non disposto ad abbandonare i propri principi, un uomo di elevata statura morale, che aveva un profondo sentimento religioso, e in ogni caso non soltanto un patriota ma anche un fervente europeo e un combattente per la giustizia e per la liberti.
Forse si potrebbe andare avanti e affermare che Mazzini conosceva meglio l'Inghilterra dell' italia. Ma questa interessante ipotesi ci porterebbe troppo lontano dall'argomento. Ciò che è innegabile è che Mazzini fece uso a Londra con molta efficacia della sua abilità di giornalista per suscitare e diffondere in Inghilterra l'ammirazione per la nuova Italia che egli stava creando, e nello stesso tempo per portare la suo patria adottiva, la Gran Bretagna, il più vicino possibile alla nuova Europa, che egli sognava di realizzare. E' un fatto storico che egli è riuscito In entrambi i suoi obiettivi: impreca in cui un semplice patriota e un puro uomo politico sarebbero invece falliti.