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Successo dei Repubblicani Democratici alle elezioni regionali della Campania. Rieletto Giuseppe Ossorio

 

 

 

 

I fatti parlano da soli. La lista "Repubblicani-democrazia liberale" ha conquistato un seggio pieno, ottenendo circa 41.000 voti, ossia ben 10.000 in più di quelli ottenuti nel 2000 con la lista del PRI. Il capolista, il rappresentante storico dei repubblicani in Campania, Giuseppe Ossorio, ha superato le 4.200 preferenze, ed è risultato essere dell'area politica repubblicana, l’unico eletto in una lista proporzionale in tutta Italia, così come già accadde nel 2000.
Il successo della lista è ancor più evidente se si pensa alla difficile condizione verificatasi in Campania, alla presenza, cioè di ben ventuno simboli, tre dei quali si richiamavano alla tradizione del repubblicanesimo.
È ancora prematuro addentrarsi in un’analisi dettagliata del voto, che compiremo, assieme ai candidati e agli intellettuali vicini alla nostra cultura politica, nei prossimi giorni. Ma è già possibile stabilire alcuni punti fermi. Innanzitutto, la netta sconfitta del centrodestra e lo spostamento dei voti intercettati dalle liste centriste del centrosinistra.
In Campania, inoltre, è stata premiata la scelta della coerenza dei Repubblicani Democratici con i valori della sinistra democratica e riformista, in sintonia col nuovo clima che attraversa l’intero paese e l’attività concreta e riformatrice compiuta in Consiglio regionale con l’approvazione di leggi fondamentali per lo sviluppo sociale, civile ed economico della regione, come quelle sulla ricerca scientifica e l’Università firmate da Giuseppe Ossorio. E’ stato premiata, ancora, la scelta di costruire, assieme ai Democratici liberali di Valerio Zanone ed Ernesto Paolozzi, un soggetto politico nuovo che, pur richiamandosi alle tradizioni del repubblicanesimo e del liberalismo democratico, ha cercato, nel linguaggio e nelle iniziative, di presentarsi alle nuove generazioni come una novità, nel grigio quadro politico italiano e campano.
Ciò che infatti appare indispensabile oggi è promuovere, nell’ambito del centrosinistra, un'area politica liberal-democratica ed autonoma capace di modernizzare la politica socialista e cristiano-sociale già fortemente rappresentata nella coalizione dell’Unione, stante l'odierno modello bipolare del sistema politico italiano.
Con il risultato della Campania sono state gettate le prime fondamenta di un movimento che anche in altre parti d’Italia sta radicandosi fra le forze intellettuali e politiche più attente allo sviluppo concreto del nostro paese, alla sua reale integrazione con l’Europa. L'augurio è che i tanti repubblicani sparsi in Italia sappiano non disperdere i loro valori autentici, riorganizzandosi.