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“Smetto quando voglio”. A Renzi e Letta: FATE PRESTO

Di Giuseppe Ossorio da www.nordesud.eu

Alla luce dell’attuale scenario politico, contraddistinto da schermaglie (di cui era maestra la vecchia Democrazia Cristiana) tra il capo del Partito Democratico, Matteo Renzi, e il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, sulla staffetta fra i due, sui nomi e rimpasti di governo, giri di valzer e poltrone, mentre il Paese muore, le imprese del Nord Est del Paese scappano via e si insediano in Slovenia o in Romania, la Fiat abbandona l’Italia per andare in Olanda per le leggi sulle imprese o in Inghilterra per il sistema fiscale, i precari abbondano nelle Pubblica amministrazione o nelle imprese private, i disoccupati aumentano, i giovani laureati emigrano e le famiglie non ce la fanno ad arrivare a fine mese, si conferma il nostro scetticismo sulla reale voglia di una politica malandata nonostante gli annunci di cambiare l’Italia.
Prova lampante sono i Decreti che languono in attesa di essere approvati: sintomo di un Governo in difficoltà e di un Parlamento che -  tra insulti e ricatti - ha perso definitivamente il senso del confronto democratico e la cognizione reale delle condizioni dell’Italia. Tra questi Decreti, quello denominato “Destinazione Italia” che contiene provvedimenti e norme per il rilancio economico del Paese.Quel che è più grave è che la bagarre politica sembra aver accantonato quel processo riformista necessario per dare un futuro all’Italia: oltre alla riforma elettorale che gli italiani non porteranno a tavola, ci sono provvedimenti urgenti sul pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione, sul lavoro e le politiche sociali, sull’istruzione e la cultura.Soprattutto una seria riforma della giustizia, in particolare di quella civile, per dare riposte, in tempi accettabili, ad imprese e lavoratori. Oggi siamo davanti ad una giustizia civile lentissima e costosa, che incide profondamente sulla crisi del lavoro e del sistema produttivo. Certo, il Governo è intervenuto con Decreti legge a tamponare questa o quella emergenza: tutti intenti vanificati dalla mancanza di un piano organico per ridare effettività all’intero sistema.Un quadro dell’Italia il film “Smetto quando voglio”, in questi giorni nei cinema, che, seppur con un amaro sorriso, radiografa senza enfasi l’attuale situazione italiana: in un paese in cui intelligenza, cultura e meritocrazia diventano paradossalmente handicap un brillante ricercatore di Chimica, rimasto senza contratto per i tagli all’università, ricorre all’aiuto di 6 geniali laureati in altre discipline, tutti impegnati in lavori umili e ormai rassegnati, per mettere su una banda di spacciatori di una droga “legale” di sua creazione. Nelle ultime scene il protagonista è costretto a fare i conti con un sistema giudiziario molto lontano dalla realtà del Paese. Il film gioca sul paradosso: ma la realtà non è molto distante. A Matteo Renzi e Enrico Letta: Fate presto.