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Liberalismo, scienza e complessità

Di Giuseppe Ossorio
Consigliere regionale della Campania dei Repubblicani Democratici
 
Il problema che si pone oggi è come, nel rispetto della tradizione, attualizzare la democrazia repubblicana e liberale. E l’unica via è quella di cercare di interpretare la realtà secondo un metodo e non inseguendo formule stereotipate o inutili retoriche. Ciò si intuisce parlando con i giovani, affrontando le questioni vecchie e nuove che la politica ci propone ormai caoticamente senza che si riesca a rintracciare un filo logico, come accadeva negli anni dello scontro tra il mondo occidentale e quello comunista.
Questa esperienza dovuta alla quotidiana attività politica mi si è confermata sul piano culturale rileggendo i tanti interventi ospitati in questi mesi sul nostro sito. Quelli di giuristi, come Alberto Lucarelli e Dario Raffone, o di giuristi dell’economia, come Francesco Fimmanò, o di economisti come Amedeo di Maio e Antonio Guariglia, aziendalisti, come Gianfranco Frassetto, di scrittori, come Ugo Piscopo, filosofi e storici come Ernesto Paolozzi e Roberto Balzani, territorialisti come Gennaro Biondi e Gabriella Cundari, epistemologi, come Giorgio Berchicci e leader politici del valore di Valerio Zanone.
In tutti mi è sembrato di scorgere questa stessa ansia e al tempo stesso la volontà di ricercare vie nuove pur senza perdere la bussola della storia.
Il punto fondamentale è infatti quello di non ricorrere più a vecchie formule stereotipate per spiegare il presente, ma quello di cercare, con il metodo della libertà e della democrazia, di interpretare e modificare il presente. Un esempio per tutti, quello della ricerca scientifica, soprattutto di quella strettamente connessa alla medicina e ai progressi che sta compiendo nell’ambito della genetica e delle cellule staminali. La nostra riflessione, laica e mai laicista, pur essendo rispettosa dei diritti della persona, la nostra posizione che ha invitato a continuare nella ricerca che potrà salvare milioni e milioni di vite e rendere la vita dei nostri figli, almeno, molto, molto più agevole, meno drammatica di quella di tutte le generazioni passate, ha riscosso particolare successo per l’innovazione e la moderazione assieme che essa contiene. E’ questo un caso evidente di applicazione metodologica, di rinnovamento di un’antica tradizione. Non è un caso, dunque, che fra le varie attività da me svolte nel Consiglio regionale della Campania, quella a cui ho voluto dare maggior risalto è la mia proposta di una Legge in sostegno della ricerca e dell’università, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. La prima legge approvata da una Regione in Italia su un argomento così importante. Poco rispetto a ciò che si deve fare ed a ciò che faremo nella prossima legislazione.
Ho voluto fare questo esempio eclatante per far comprendere come oggi i repubblicani e i liberali, i democratici in genere possono e devono svolgere un ruolo di innovazione in un mondo in cui ci si è liberati, attraverso grandi lotte e battaglie, di vecchie posizioni dogmatiche come quelle rappresentate dalla destra oscurantista e da una sinistra radicale.
Un vero riformismo si costruisce attorno ad idee nuove come quella sopra esemplificata, attorno ad una volontà nuova di rimescolare le carte della vecchia politica. E’ facile immaginare che, in questi prossimi due anni, quelli che vanno dalle elezioni regionali alle elezioni politiche, i temi dell’innovazione, della scienza, e della complessità verranno tutti sul tappeto perché non si può credere che per troppi anni ancora la politica italiana si giochi attorno ad un elementare personalismo di leader che in fondo non hanno vera e propria storia politica, e che tengono insieme coalizioni politiche all’interno delle quali convivono il diavolo e l’acqua santa. Un chiarimento si impone. Esso necessariamente dovrà ricalcare ed identificare gli schieramenti politici di tipo europeo. Un riferimento sarà sicuramente la ELDR, l’internazionale dei liberali dei repubblicani e dei democratici che rappresenta una delle più importanti ed organizzate forze etico – politico del nostro continente.