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I nuovi orizzonti della democrazia repubblicana (II)

Di Ugo Piscopo

Per quanto attiene alle situazioni che ci connotano oggi, i grandi nodi da sciogliere riguardano, sul versante della regionalità, la domanda di efficienza amministrativa, il bisogno di sicurezza del cittadino, la democratizzazione della democrazia, la difesa dell’uguaglianza fra i soggetti, e, sul piano interregionale e planetario, la governance di problemi inediti nella storia precedente, di drammatica incombenza oggi, come la questione ecologica, che non è delegabile ai soli ecologisti, i grandi scompensi fra nord e sud del mondo, la globalizzazione e le migrazioni dei popoli.
Nell’ambito della regionalità, lo Stato deve essere concepito e attivato come soggetto propulsore di mediazioni e di investimenti per il welfare sociale, contro l’arroganza di un mercato, che, affidato a sé stesso, rischierebbe di premiare delle fortunate e spregiudicate oligarchie, e di garanzie per la legalità democratica contro i rischi che si stanno correndo di legittimazione degli stati di fatto. Sul versante planetario, dove si assiste alla costruzione di scenari globali, con conseguente indebolimento, fino all’agonia, degli Stati-nazione, occorre esprimere energia contro i pericoli dell’inquinamento, della sovrappopolazione della Terra, degli sprechi delle risorse, dei ricorsi alla guerra o all’intolleranza fra le civiltà. Occorre costruire cultura, dispositivi civili e giuridici, convenzioni, per il dialogo e la collaborazione fra i popoli, per la nascita di nazioni pluraliste, per l’affermazione di una democrazia globale. Occorre dare forza e identità politica, oltre che economica all’Unione Europea, perché essa svolga una funzione autonoma e responsabile sullo scenario internazionale.
In breve, dalla piccola patria locale alla grande patria che è il mondo, occorre attivare concretamente e in modo aggiornato la prospettiva liberale e repubblicana, se repubblica significa coerente visione della politica nell’interesse della cosa pubblica, che è di tutti, nessuno escluso, né il debole, né l’emarginato, né il diverso etnicamente o religiosamente.