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La Democrazia Repubblicana, il Liberalismo e le due tensioni (I)

Di Ugo Piscopo
 
Il liberalismo, in sé stesso e nel corso della storia, si declina al plurale, per morfologie che fra di loro un po’ si richiamano, un po’ divergono, ma fondamentalmente si dispongono su due versanti distinti e separati. Il primo è quello del “laisser faire” nel rispetto assoluto delle dinamiche e delle situazioni in svolgimento soggettive e oggettive osservate in una relazionalità non conflittuale: tu ti gestisci le tue strategie e le tue opzioni, ma badando a non intralciare o limitare le mie strategie e le mie opzioni; analogamente mi impegno a procedere io nei tuoi confronti. E’ un contratto sociale costituito sulle cifre dell’individualismo e della negatività costruttiva. Il secondo liberalismo, invece, è quello che si dà un’investitura di missione storica e sociale attraverso l’agonismo mirato a implementare di contenuti la libertà e l’antagonismo inarcato contro l’autoritarismo e i processi di massificazione.
Dal Settecento in qua, i due indirizzi o si alternano su un asse diacronico come per un succedersi di flussi e di riflussi - ad ogni avanzata succede una fase di riflessione e di cautela - o si confrontano, su un asse sincronico per affermare un’egemonia di interpretazione. Attualmente l’universo ideale che si richiama ai valori liberali e laici è in forte fermento, con un’euforizzazione della deregulation e dello Stato leggero da una parte e un’intensificazione dialogica, dall’altra, con le prospettive d’intervento, che una volta si sarebbero dette lib-lab e che ora sono meglio definite sotto la voce di “terza via” (Anthony Giddens) o della libertà nella responsabilità etica.
Già qualcuno, come Francesco Flora (Città di Caino. I partiti e la democrazia, Napoli, Guida, 2004), ha sottolineato la natura dinamica del liberalismo aperto in ultimo all’accoglimento delle istanze della democrazia, se proprio vuole confrontarsi non con iconologie ipostatiche, ma con le questioni in movimento che interessano da vicino il destino dell’uomo e delle comunità del nostro tempo.
 
[continua…]