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Appello ai Repubblicani

Di Giuseppe Ossorio

Amici Repubblicani,
benché avvisato in tempo del vostro incontro del 30 settembre a Roma, non vi potrà essere presente e me ne dispiace moltissimo: sono chiamato, per la mia funzione di Vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, ad una consultazione con il Sottosegretario al Tesoro ed altri esponenti della maggioranza ad una valutazione dei contenuti e dei tempi di approvazione del documento finanziario che, a breve, deve essere presentato in Parlamento.
Non voglio, per questo, che mi consideriate assente perché la mia elezione al Parlamento sotto il simbolo di Italia dei Valori non ha cancellato in me quaranta anni di militanza repubblicana, prima nell'FGR, poi nel partito dei Repubblicani, allievo e poi collaboratore di Francesco Compagna, essa ha aumentato la mia consapevolezza degli ideali Repubblicani e il senso di appartenenza ad una particolare cultura liberal democratica che, tuttora, è un patrimonio irrinunciabile per il nostro Paese attraverso cui, ne sono convinto, se rafforzata e rinvigorita, l'Italia potrà riprendere il giusto passo di progresso e di sviluppo e il senso di una sua convivenza oggi perduta o, comunque, dimenticata.
Sono convinto che la vostra riunione coglierà gli obiettivi politici e organizzativi per cui è stata ideata e messa in piedi. Mi sento uno di voi, vi faccio gli auguri di proseguire oltre la diaspora nella linea che vi siete dati, alla quale spero di poter dare con spirito di servizio quell‚Äôapporto che le mie attuali funzioni e la mia coscienza di Repubblicano mi metteranno in condizione di dare.
Spero che l'incontro di Roma dia luogo ad una concreta associazione di Repubblicani coordinata a livello nazionale e a livello locale, che possa programmare, a breve scadenza, una nuova assemblea, e continuare il lavoro iniziato a Roma.
Con il senso laico di appartenenza.