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Nuova Carta dei valori

Editoriale del 10 luglio 2006

 
Questo documento è stato redatto dall’On. Giuseppe Ossorio su incarico dell’Esecutivo Nazionale del partito Italia dei Valori, anche in vista dei rapporti con l’ELDR e del Congresso dei liberaldemocratici a Bucarest il 12 e 13 ottobre. L’On. Giuseppe Ossorio sarà il capo delegazione di IdV che è il partito italiano più consistente che aderisce all’internazionale liberaldemocratica.
 
Nella nuova, complessa stagione politica che si annuncia è necessario che il nostro Partito si presenti con una sua “CARTA dei VALORI” che delinei una posizione chiara e precisa, capace, però, di aprirsi al confronto e alle alleanze. Non conosciamo con certezza gli esiti dell’evoluzione della politica italiana, è bene, quindi, riflettere sui principii che fondano il nostro partito, per individuare una sua precisa ragion d’essere nella nostra società ed una collocazione nel panorama politico italiano ed europeo che renda indispensabile Italia dei Valori.
È urgente che il nostro partito individui i valori comuni alle tradizioni politiche che rappresenta, in un progetto di profondo rinnovamento della politica italiana.
 
BOZZA PER UNA “NUOVA CARTA DEI VALORI”
È necessario, dopo anni di lacerazione fra individualismo e statalismo, concepire una nuova etica pubblica, che tenga assieme le ragioni dell’individuo e le ragioni della socialità nel solco della più autentica tradizione liberale, del solidarismo cattolico e del socialismo riformista.

Conseguente, in una sintesi difficile, ma non impossibile, la “Carta dei Valori” si fonda su pochi punti, largamente condivisi ma, al tempo stesso, fortemente connotativi della nostra identità. Ad iniziare da un valore fondamentale attorno al quale ruotano tutti gli altri: ll rispetto delle prerogative dell’individuo inteso come individuo comunitario, libero cittadino, consapevole dei suoi diritti, dei suoi doveri e della propria responsabilità. Lo sforzo che ci attende è quello di coniugare posizioni che sono sembrate, soprattutto in Europa, per molti aspetti divaricanti e che invece, nell’esperienza italiana, possono trovare un momento di sintesi. Il personalismo di tradizione cattolica e l’individualismo liberale si possono collocare, infatti, sullo stesso terreno se del liberalismo non si ha una concezione puramente economicistica, ma si ha una visione metodologica.
Se si pensa, in altri termini, l’individuo come individuo sociale e relazionato, e si organizza la sua vita nell’ambito delle comunità, dalla famiglia alla società. Se si pensa il liberalismo nel suo stretto legame con i principii dell’equità e della solidarietà. Il liberalismo etico di Croce, il solidarismo cattolico rispettoso del mercato, secondo la concezione che ne ebbe Luigi Sturzo, e la democrazia del lavoro sviluppata da Gramsci e Giorgio Amendola, sono i punti di riferimento essenziali per un moderno partito della democrazia. 
Se siamo convinti di questa premessa metodologica generale, ne consegue una concezione dello Stato fondato sulla divisione dei poteri e sui principii costituzionali liberamente scelti dai cittadini, al servizio della comunità, e delle minoranze, garante dell’attuazione della legge, teso a promuovere e proteggere una società libera e una vita dignitosa a tutti i suoi membri. Tale modello di Stato non si deve confondere con lo statalismo pervasivo e invadente, perché definisce la funzione dello Stato nelle sue regole generali, lasciando che la società civile, e la famiglia come nucleo costitutivo di essa, si sviluppino liberamente in un sistema di diritti e di doveri.
Uno Stato forte ma non pervasivo deve articolarsi secondo i criteri di un governo decentrato secondo il principio della sussidiarietà, elemento fondamentale per conferire maggior potere ai cittadini, maggiore capacità di partecipazione e decisione.

Ciò è possibili solo in un quadro di rafforzamento della qualità della democrazia mettendo in atto iniziative tese a promuovere il ruolo attivo e consapevole dei cittadini nella vita pubblica, migliorare l’esercizio del controllo democratico e parlamentare sul potere esecutivo. A tal fine è necessario rendere prassi ordinaria l’uso delle primarie e modificare la legge elettorale garantendo e favorendo nuovi spazi di partecipazione responsabile. 
Una democrazia è tale solo se i cittadini sono sufficientemente e costantemente informati. Per questo motivo, valori essenziali diventano il diritto all’istruzione sancito dalla nostra Costituzione ma troppo spesso disatteso e il principio del pluralismo dei mezzi di informazione, in questi anni gravemente leso dalla posizione dominante di alcuni gruppi di potere. Nessuna democrazia avanzata può sopravvivere in mancanza di una larga e garantita informazione dei cittadini, protetta da indebite ingerenze del governo come di gruppi dominanti. 
Sul piano del governo dell’economia, è necessario ripristinare il valore fondamentale dell’etica politica, per riacquistare il primato della politica, che consentirà di fronteggiare e indirizzare la globalizzazione dei mercati che tende oggi a creare precarizzazione e incertezza, nuove, grandissime ingiustizie fra Nord e Sud del mondo e fra gruppi sociali all’interno di ogni singolo paese.
ITALIA dei VALORI intende coniugare le ragioni del mercato con la giustizia sociale secondo un modello neokeynesiano, coerente con il liberalismo etico di Croce, il solidarismo cattolico di don Sturzo e il socialismo riformista di stampo europeo. Una concezione dell’economia come libera iniziativa protetta dagli abusi dei monopoli privati e dall’eccessiva ingerenza dello Stato, deve contenere in sé il valore del benessere collettivo e mirare a rimuovere le ineguaglianze sociali attraverso la distribuzione efficiente delle ricchezze, la promozione dei nuovi diritti per rappresentare il multiforme mondo dei nuovi svantaggiati, ignorati, quasi invisibili al mondo della politica, dell’economia e dell’informazione. Deve, altresì, tendere a realizzare una radicale ed efficace politica di liberalizzazione e di sburocratizzazione del paese, che assicuri una concreta pluralità del mercato ed una reale difesa dei consumatori.
 
Con l’ELDR per un’Europa più libera e più giusta
Questi valori fondamentali potranno essere realizzati con maggiore efficacia, individuando una collocazione nel Parlamento europeo che, contribuendo a definire valori identitari a livello continentale, rafforzi e consolidi l’efficacia dell’impegno di ITALIA dei VALORI nei confini del nostro paese.

L’adesione all’ELDR assume, dunque, la duplice, fondamentale funzione di identificare chiaramente e con forza il partito nel panorama politico italiano, dove la liberaldemocrazia ha una nobile storia alla quale non è ancora corrisposta una reale capacità realizzativa e di rappresentare in Europa una cultura, quella della democrazia liberale nel solco delle radici cristiane che rappresentano una unicità nel panorama del liberalismo europeo. 
Italia dei Valori rappresenta, infatti, nell’ELDR il più grande partito italiano. Ciò costituisce un grande onore, un privilegio e una responsabilità. Non solo e non soltanto perché dovrà tutelare i legittimi interessi nazionali nel più vasto concerto della politica europea ed internazionale ma, soprattutto, perché sarà fondamentale rappresentare le ragioni delle “virtù civiche”dell’antica democrazia repubblicana e del liberalismo italiano che hanno una loro peculiare storia, un bagaglio di esperienze culturali e politiche originalissime, capaci di sintetizzarsi in nuovi orizzonti.
Non è casuale che il filosofo liberale per eccellenza, Benedetto Croce, negli anni torbidi delle dittature nazifasciste e dei totalitarismi dell’Est, sentì il bisogno di scrivere il celeberrimo saggio Perché non possiamo non dirci cristiani, il cui titolo è già un programma.
Nell’ispirazione del Partito democratico Roosveltiano e Kennedyano, con le necessarie attualizzazioni alla storia presente e al nostro paese, e per tuttipossibile recuperare i valori forti incarnati dal riformismo laburista e della democrazia del lavoro.

In questa prospettiva Italia dei Valori può rappresentare nell’ELDR una sorta di congiungimento, di ponte fra il liberalismo di tradizione nordica e quello, recente, di tradizione balcanica, diventando una sorta di “agenzia di modernizzazione” dell’Europa nell’ambito di una più stretta solidarietà continentale.
Se questi sono alcuni accenni di quella che possiamo definire la specificità di Italia dei Valori nell’ambito della politica dell’ELDR, non meno rilevante è il fatto che questa posizione può avere una ricaduta fondamentale nella nostra politica interna a patto che sia adeguata alle esigenze del nostro paese.

L’Italia ha bisogno di una politica rigorosamente riformatrice con una decisa volontà di lotta ai monopoli, sul terreno del merito, del rigore e dell’efficienza. In poche parole, di una vera e propria condizione di libera concorrenza nei doverosi recinti delle regole che garantiscono la dignità dei cittadini, le fasce più deboli della popolazione, gli svantaggiati vecchi e nuovi.
A tal proposito, anzi, sarà doveroso aprire nuovi fronti per collocare al centro dell’interesse quelli che sono stati definiti efficacemente i nuovi diritti di cittadinanza in una fase storica in cui l’economia di una “terra integrata”, le nuove tecnologie e la diversa distribuzione della ricchezza hanno creato zone sociali franche, le quali neanche riescono ad essere conosciute e rappresentate dal mondo culturale e politico.

Compito dunque, di Italia dei Valori, è quello di farsi portavoce di queste nuove esigenze, di questi nuovi bisogni, in Europa come in Italia.