Contenuto principale

Far crescere la “cultura dell’accoglienza”

Da la “Nuova Stagione” del 7 luglio 2013 di Giuseppe Ossorio Presidente della Fondazione Regioni d’Europa

L’UNWTO (United Nations World Turism Organisation), l’Organizzazione Mondiale del
Turismo, ha stimato in circa un miliardo il flusso turistico internazionale nel mondo, nell’anno 2012. L’incremento del flusso turistico è in misura quasi costante e raggiunge il 5% annuo.
Nel lungo periodo 1980-2012 il turismo mondiale è stato il comparto produttivo a maggior sviluppo, insieme a quello strumentale dell’elettronica e della informatica.
L’Italia, purtroppo, non è riuscita ad approfittare di questo trend positivo. Con grande disattenzione ha trascurato l’industria turistica, nell’erronea valutazione di un mercato ormai acquisito e, peraltro, poco performante relativamente ad altri settori industriali. È stato ed è un grave errore.
I competitors più prossimi nel bacino mediterraneo - Grecia, Spagna, Tunisia, Croazia, Egitto, Turchia, etc., con l’esclusione di Islaele che per i Luoghi Sacri potrebbe essere un forte polo d’attrazione -,  con una attenta politica turistica, hanno scalzato l’Italia dai primi posti della classifica turistica, erodendo quote di mercato che è difficile riconquistare, ancor meno, stando semplicemente alla finestra.
La speranza che il turismo potesse contribuire al decollo ed alla creazione di posti di lavoro per il mezzogiorno d’Italia è rimasta disattesa;una grande risorsa economica, turistica e culturale per l’intera Nazione è,ancora oggi,sottoutilizzata.
La Regione Campania, in particolare, nonostante le notevoli risorse culturali, artistiche, naturalistiche, archeologiche, termali, enogastronomiche, etc., non è riuscita ad incremetare i flussi turistici, ma ha, invece, subìto un ulteriore calo di presenze e, soprattutto, un calo di fatturato.
È necessario intervenire in tempi brevi rilanciare l’industria turistica!
Il turismo vive di programmazione. Non può essere condizionato dagli
avvicendamenti istituzionali e dai tempi della politica. È necessario ripristinare nella compagine del Governo nazionale un Ministero per il Turismo, senza nulla togliere alle competenze delle Regioni, per redigere un Piano Strategico, quanto meno quinquennale, attraverso una collaborazione attiva tra tutti i livelli di governo e fra le istituzioni e gli operatori, unitamente ad un cronoprogramma che consenta di vigilare su tempi certi, indipendentemente dagli avvicendamenti degli attori.
Non è possibile che vi siano tante promozioni, più o meno intelligenti, tanto quanti sono gli Assessorati regionali per il Turismo. È una vera e propria torre di babele senza tener conto degli sprechi e delle sovrapposizioni.
Un Piano Industriale, potrà  consentire la verifica spese/ricavi delle iniziative promozionali, e delle varie attività  previste nel Piano Strategico.
Il turismo è stato il solo comparto che, nonostante la disattenzione politica, ha retto nel periodo della maggiore crisi economica verificatasi dal dopoguerra ad oggi.
Mettere il turismo al centro dell’Agenda del Governo del Paese dovrebbe rappresentare una occasione imperdibile per lo sviluppo e l’occupazione del Mezzogiorno e dell’intera Nazione.
Questi temi sono stati al centro di un incontro pubblico della Fondazione “Regioni d’Europa” con importanti rappresentanti dell’economia turistica e delle Istituzioni pubbliche. È stato il tentativo di avviare un lavoro comune, insomma di fare “sistema” nell’ambito del turismo e dei Beni Culturali nella Regione Campania.
Napoli è una grande città  d’arte ed è una meta per tanti turisti italiani e stranieri e la Regione Campania è una  destinazione importante delle loro vacanze.
È ovvio che una politica per il turismo deve essere congiunta ad una politica per i Beni culturale e, più in generale, alla cultura. La voce Turismo è divenuta fondamentale per l’economia cittadina e per la Regione Campania, specie nel periodo di profonda crisi che attraversiamo. Occorre far crescere la “cultura dell’accoglienza” che ne costituisce l’elemento trainante e che deve trovare preparato il Comune di Napoli.
Ma due punti sono essenziali affrontare subito: innanzitutto, per garantire tale crescita disperdere le non bisogna disperdere le poche disponibilità  finanziarie in mille rivoli.  In questo senso, è strategico l’impiego efficace dei Fondi europei per realizzare tale obiettivo. In secondo luogo, il Consiglio Regionale della Campania deve approvare con urgenza la Legge
Regionale sul Turismo che rappresenta la giusta cornice per la governance delle politiche del turismo in Campania.