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La Confindustria ritrovata

Editoriale dei Repubblicani democratici del 2 agosto 2004

Col passare del tempo si delinea, con sempre maggiore chiarezza, la politica economica del nuovo Presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo.
La svolta, a nostro modo di vedere, è ampia e decisiva. Innanzitutto il neopresidente ha posto una questione centrale, che riguarda sia gli imprenditori che l'intero paese: la mancanza, allo stato attuale, di una classe dirigente all'altezza delle sfide presenti. Montezemolo non ha lesinato critiche al mondo politico ed intellettuale, ma non ha omesso i limiti di una parte degli stessi imprenditori. Ci vuole, infatti, nuovo slancio, nuova creatività, più coraggio. A noi sembra che questa politica sia, per il Sud d'Italia, più che indispensabile necessaria. Bisogna che al Sud torni il capitale di rischio mentre al Nord una dimensione maggiore delle aziende, oggi troppo piccole per competere sul piano internazionale.
Ma c' è un aspetto più squisitamente politico che Montezemolo ha sottolineato, che costituisce una novità rispetto alla passato gestione: il rilancio del tema della concertazione che fu cara al Presidente Ciampi ed è iscritta nei cromosomi della cultura repubblicana.
Fra le due possibili versioni del liberalismo, quella che si appella unicamente al "lasciar fare e al lasciar passare" e quella che, invece, noi rappresentiamo, secondo la quale la libera concorrenza deve esercitarsi all'interno di un quadro preciso di regole, sembra che la Confindustria abbia scelto la seconda.
Certo, vi saranno resistenze e, probabilmente, non tutto il territorio nazionale risponderà in modo omologo ed adeguato. Nel Sud la tentazione, ad esempio, di tornare al puro e semplice assistenzialismo potrebbe trovare nuovo alimento cosÏ come, sul piano sindacale, potrebbe rinascere la tentazione di imporre una nuova politica dei veti, che non ha certo giovato allo sviluppo del paese.
Ma è fuori dubbio che, per grandi linee, questa è la politica che si dovrà seguire nel prossimo decennio. Se il centrosinistra si troverà a governare il paese, sarà necessario che queste enunciazioni di principio si traducano in fatti concreti nel segno della modernità, dello sviluppo nell'equità.