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Verso gli stati generali del mezzogiorno

Editoriale dell'On. Gianni Pittella
Segretario Delegazione DS-SDI al Parlamento Europeo Componente Commissione Bilancio

La stretta economica e finanziaria annunciata dal Governo di centrodestra finirà per colpire ancora una volta e pi˘ pesantemente il Mezzogiorno.
In questi anni il Sud si Ë salvato dagli effetti devastanti della politica economica nazionale, grazie alle risorse finanziarie europee. L'Europa tanto criticata o al pi˘ sopportata da ampi settori del centrodestra italiano, ha messo a disposizione una massa di risorse non inferiore, dal 2000 al 2006, ai settanta mila miliardi di vecchie lire.
CiÚ nonostante, anche a causa della scarsa qualità della spesa da parte di talune regioni meridionali, ma soprattutto per l'assenza di una politica capace di rilanciare i consumi e la domanda interna e, quindi, di alimentare un ritmo di crescita superiore a quello del centro nord, l'intervento europeo non Ë bastato.
Appare ormai chiaro che serve una svolta nella politica economica nazionale che punti alla creazione di capitale fisso sociale, infrastrutture fisiche, e di capitale sociale immateriale, la conoscenza e l'innovazione, e che concentri la spesa, anche quella europea, lungo tali binari.
Per fare ciÚ, non solo urge un cambio di indirizzo politico.
Urge superare la frammentazione dei centri decisionali ed operativi che sono, oggi, molteplici e, se non episodicamente, non interagenti tra di loro.
Europa, Governo Centrale, Governi Regionali, Autonomie locali e attori socioeconomici, non possono continuare ad agire in ordine sparso.
Qualcuno ha in passato riproposto la ricetta ingiallita del Ministero degli interventi per il Sud.
Ma se anche si volesse reintrodurre tale figura istituzionale, ed io avrei pi˘ di una ragione di contrarietà, l'entrata in partita del nuovo "attore" richiederebbe troppo tempo, alcuni anni perlomeno, per essere sopportata da un Mezzogiorno al collasso.
Molto meglio rilanciare la cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio con una missione specifica: garantire un vero coordinamento tra i vari protagonisti istituzionali e sociali ed essere promotrice e accompagnatrice di una Banca per lo sviluppo, a cui afferiscano sia gli operatori privati che le principali realtà istituzionali pubbliche del Mezzogiorno.
Mi pare evidente che l'attuale teatrino della maggioranza di centrodestra non sia in grado di condividere e governare tale processo.
Spetta dunque al Centrosinistra dedicare, nell'ambito del cantiere programmatico che ha aperto nel Paese, uno spazio prioritario al Mezzogiorno e a questa e ad altre proposte.
Anche da questo punto di vista l'idea lanciata dall'on. Massimo D'Alema, di convocare gli Stati Generali del Mezzogiorno, appare pienamente in grado di raccogliere sia l'urgenza dei problemi che vive il Sud, sia la necessità di preparare una nuova stagione di meridionalismo vero, fatto di azioni concrete, inserite in una non improvvisata cornice d'assieme.