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Sì all'Agenzia per il controllo delle spese

di Giuseppe Ossorio
Presidente Commissione Cultura Regione Campania

Il Corriere del Mezzogiorno, commentando la relazione annuale del professore Giuseppe Tesauro, Presidente dell’Antitrust, ha sottolineato che in settori strategici per il paese la concorrenza e conseguentemente la democrazia economica sono chimere difficilmente raggiungibili in Italia, un paese pervaso da opportunismi e da comportamenti economici e finanziari che neanche tanto velatamente sono finalizzati al mantenimento di posizioni a scapito del libero mercato.
Mi sento di aggiungere alle preoccupazioni del Presidente Tesauro, che il Governo nazionale dovrebbe ascoltare e farne tesoro, i contenuti della recente relazione del Presidente della Corte dei Conti, professore Francesco Staderini. Quelle autorevoli preoccupazioni sono estensibili all’intero processo di privatizzazione del settore pubblico, che da un lato ha attivato processi di liberalizzazione e di privatizzazione, ma dall’altro, purtroppo, non ha previsto un elemento essenziale a garanzia dell’efficacia sociale dei processi stessi: “il controllo”.
In tale contesto, l’istituzione dell’“Agenzia regionale per il controllo della spesa degli Enti Regionali” sarebbe stata un’innovazione di indubbio interesse in quanto per la prima volta si sarebbe tentato di disciplinare, attraverso differenti forme di controllo, la gestione economica e quella finanziaria delle Società a partecipazione regionale e degli Enti della Regione Campania. Quel tipo di controllo sarebbe inevitabile e necessario in un sistema di maggiore autonomia delle Regioni, e, soprattutto, se si approdasse ad una forma federale dello Stato stravagante, per non dire pericolosa, come quella che si legge dai resoconti dei recenti dibattiti parlamentari.
Il controllo della gestione finanziaria e del rigoroso perseguimento dei fini delle Società partecipate e degli Enti della Regione, negli ultimi tempi sta assumendo un rilievo sempre maggiore, in quanto il necessario aumento della spesa pubblica per servizi di forte rilevanza sociale è parallelamente mortificata da una progressiva riduzione dei trasferimenti di risorse dallo Stato agli Enti Locali. L’Agenzia Regionale per il controllo della spesa degli Enti Regionali, molte volte costituiti anche per la illimitata fantasia degli amministratori pubblici, sarebbe stata in grado, per la prima volta, di valutare il rendimento della spesa pubblica regionale e cioè la capacità dell’attore pubblico di perseguire obiettivi di migliore efficacia sociale a parità di risorse finanziarie investite.
Occorre sottolineare che in questo modo sarà possibile valutare tale rendimento attraverso l’utilizzo di forme e di modalità di controllo comuni e condivise. Essi potranno tradursi in strumenti di controllo omogenei ed applicabili a tutti gli attori che compongono il vasto panorama delle Amministrazioni pubbliche, in qualsiasi modo collegate alla Regione Campania. Sarà pure una particolare attenzione a questi problemi che mi fa riproporre questo argomento, ma la relazione del Presidente della Corte dei Conti non puÚ essere accantonata come una liturgia di buoni consigli. Se i criteri individuati saranno in grado di sanzionare comportamenti che si discostano dalle norme di corretta gestione della spesa pubblica, dall’altro, per un ulteriore contributo all’efficacia della sua attività, dovranno prevedere meccanismi premianti per quelle Amministrazioni pubbliche che attivano comportamenti virtuosi in grado di incrementare il valore economico e sociale degli stessi Enti collegati.
L’efficacia di questa necessaria Azienda Regionale è strettamente collegata al grado di autonomia rispetto al potere politico. Tale proposta legislativa, che ho da tempo ufficializzato in Consiglio regionale, potrebbe essere approvata contestualmente al Bilancio di previsione del 2004, inserendola nel cosiddetto “Collegato Finanziario”. L’Assessore Regionale al Bilancio, con un po’ di buon senso e di esperienza della vita ordinaria e straordinaria della pubblica amministrazione, dovrebbe diligentemente farsene carico. L’istituzione di questa Azienda è urgente, e sono sprovveduti coloro che in qualche occasione hanno parlato di un’ulteriore sovrastruttura, essi non capiscono che proprio la carenza di controllo a livello di sistema sta generando danni economici rilevanti che con tutta buona fede conosciamo solo in parte, il cui costo ricadrà nel prossimo futuro sull’intera collettività regionale.

Dal Corriere del Mezzogiorno - Corriere della Sera del 6 luglio 2004