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Condono fra uso ed abuso

Di Gabriella Cundari
Professoressa ordinaria di Politica dell'Ambiente presso la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università degli studi "Federico II" di Napoli

C'è in Italia - con ai primi posti la Campania - una piccola metropoli senza nome costituita dagli abitanti degli edifici abusivi costruiti dal 1994 ad oggi.
Infatti, se facciamo una media dei calcoli effettuati da Legambiente e dal Cresme, che indicano un numero di edifici abusivi costruiti in questi anni oscillante tra i 232.000 e i 363.000 (media: 300.000 abitazioni, su una quadratura di almeno150.000 metri quadrati) ed attribuiamo a questo enorme complesso edilizio una quota presumibilmente veritiera di abitanti, ci ritroviamo con circa 1 milione di persone che abitano in case legalmente inesistenti. Insomma, per dirla con Gian Antonio Stella, un condominio lungo 502 km, largo 20 m, alto 15 m, il tutto praticamente invisibile!

La cosa più dolorosa è che questi dati sono sicuramente al ribasso rispetto all'effettiva realtà. C'è da chiedersi come è stato possibile fare arrivare il fenomeno dell'abusivismo a questi livelli senza che si intervenisse per reprimerlo; c'è da chiedersi a cosa serve la rilevazione aerofotogrammetria del territorio nazionale che viene ormai da qualche decennio ripetuta di frequente e consente una "lettura" del territorio puntuale e inoppugnabile; c'è da chiedersi se sia sopportabile per lo Stato un'elusione di importi per le cifre che denunciano Cresme e Legambiente sul valore stimato dell'abusivismo (da 23,5 a 29 miliardi di euro pari ad un'evasione fiscale che supera comunque i 6000 miliardi di vecchie lire).
L'abusivismo non è perÚ tutto della stessa natura e il caso campano, dove la quasi totalità delle case risulta permanentemente abitata, dimostra come ci sia una forte quota di abusivismo "di necessità". Ma non per questo la situazione è meno grave, perchÈ, anzi, l'abusivismo di necessità dovrebbe preoccupare ancora di più, perché si lega a scelte qualitative peggiori, al mancato controllo dell'edilizia e del calcolo cemento armato, ecc. Il condono fiscale predisposto dal nostro governo nazionale appare allora un'ennesima toppa: serve a rimpinguare le casse dello Stato, ma abbassa vertiginosamente la morale statale, benedicendo gli abusi che non ha voluto vedere e cristallizzando situazioni di cui non controllerà mai la correttezza edilizia e il rispetto delle regole abitative. Tante tragedie, in momenti diversi, hanno messo in luce quand'era ormai troppo tardi la debolezza e la pericolosità di edifici già condonati: una per tutte ricordiamoci l'alluvione del Sarno e il crollo di case costruite in barba delle regole edilizie su terreni non adatti ad accoglierle e regolarmente condonate.