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Proporzionale, maggioritario e dintorni

Di Antonio Guariglia
Professore Ordinario presso la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Salerno

Uno degli argomenti che tengono banco nell’attuale dibattito politico riguarda il possibile ritorno ad un sistema elettorale proporzionale.
E’ difficile valutare se tale eventualità possa aiutare il nostro Paese a superare la sua, ormai, troppo lunga “fase di transizione”.
Non è agevole, infatti, prevedere se la frammentazione politica attuale non si riproporrerebbe, magari aggravata, anche con un sistema elettorale di tipo proporzionale.
La verità è che è stato sbagliato il percorso seguito per il sistema maggioritario, che è sempre un punto di arrivo e non di partenza.
Per di più un sistema maggioritario ibrido con una alta quota di proporzionale al suo interno ha provocato i guasti al sistema politico italiano che sono sotto gli occhi di tutti.
In queste condizioni è difficile prevedere se la ricetta migliore è un ritorno al proporzionale o invece un maggioritario più spinto, magari a turno unico.
La sensazione è, comunque, che anche alle prossime elezioni politiche sarà in vigore l’attuale sistema elettorale.
Appare, allora, fondamentale proseguire sulla strada tracciata da Prodi e rafforzare lo schieramento riformista cui si rifanno le culture politiche socialiste, cattoliche e laico-repubblicane che hanno realizzato la Repubblica, la sua Costituzione e lo sviluppo economico-sociale che hanno trasformato l’Italia da Paese agricolo a Paese tra i più industrializzati del mondo.
Sarebbe, però, un errore pensare che, per intercettare i voti andati al Centro-Destra alle ultime politiche ed attualmente in ìstand byî, sia più utile dare maggiore visibilità e libertà di azione alla Margherita, sia perchè occorre un soggetto politico forte nella trattativa programmatica con la Sinistra radicale, sia perchè l’elettorato moderato avrebbe più fiducia in una aggregazione capace nel prossimo futuro di qualificarsi per i suoi contenuti, per la sua unità e per il suo contributo alla semplificazione del sistema politico.
Occorrono, però, in tale direzione segnali chiari ed inequivocabili e proposte univoche sui principali problemi del Paese, senza più divisioni e contrasti ma con forme sempre più spinte di integrazione.