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Voto Europeo ed amministrativo

Il risultato elettorale della lista dei REPUBBLICANI DEMOCRATICI alle elezioni provinciali di Napoli é straordinario se si considera che per la prima volta è stato presentato il simbolo del partito dopo l'abbandono del PRI, per la innaturale collocazione dei Repubblicani al livello nazionale nel centro destra.
La lista provinciale dei Repubblicani Democratici consegue 30.200 voti ed una percentuale del 2,1%. Bisogna rilevare che alle precedenti elezioni provinciali di Napoli del 1999 la lista repubblicana aveva conseguito 25.078 voti che rappresentavano il 2% dei voti validi.
L'incremento dei voti in assoluto ed in percentuale rilevano il lavoro costante che i Repubblicani Democratici hanno svolto nella provincia di Napoli nonché l'apprezzamento dell'opinione pubblica verso i Repubblicani che hanno ritenuto il centro sinistra la loro naturale collocazione.
Importante é stato anche il successo della lista dei REPUBBLICANI DEMOCRATICI a Portici, conseguendo 1.316 voti e raggiungendo il 3.9% dei votanti, vedendo così eletto un consigliere comunale. Ad Acerra la lista dei REPUBBLICANI DEMOCRATICI ha conseguito 420 voti che rappresentano l'1,5% dei voti validi; la coalizione alla quale essa apparteneva é andata in ballottaggio.
La direzione provinciale dei Repubblicani Democratici rileva come il voto del 13 giugno consegna agli italiani molti elementi di perplessità e qualche certezza che si evidenzia:
La sconfitta personale di Berlusconi e la conseguente crisi di Forza Italia. Dopo più di dieci anni, del resto, è fisiologico che una leadership si consumi ed abbia inizio l’inevitabile declino.
La maggioranza di centro destra è in affanno. Ha retto alle elezioni europee, ma è crollata alle amministrative perdendo roccaforti come la Sardegna e la città di Bari. È costretta al ballottaggio alla provincia di Milano.
Si è rafforzata la sinistra radicale, soprattutto il partito-movimento di Bertinotti che ha oscurato anche formazioni ibride come quella Di Pietro-Occhetto.
La sinistra moderata o riformista che si é riconosciuta nella lista Prodi ha compiuto significativi progressi ma non ha sfondato come forse si riteneva.
È questíultimo punto quello più interessante, perché il coordinamento più forte e più capillare fra le quattro componenti che la costituiscono sarà l’elemento decisivo per dare in futuro stabilità al sistema politico italiano, e per il risultato delle prossime elezioni politiche. La lista Prodi (primo raggruppamento díItalia con il 31%) deve sapere attirare i voti persi (quasi quattro milioni!) da Forza Italia. Questi si sono ridistribuiti, in questa tornata elettorale, fra i partiti alleati o sono “andati”, come si dice, nellíastensione.