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Quale futuro per l’Ulivo

Sarebbe una follia, ha detto Bersani, distruggere in pochi giorni un’esperienza importante come quella della lista unitariaî. Rutelli, Fassino e gli altri autorevoli leader del riformismo italiano convengono, cercando di contrastare gli scettici che sono venuti allo scoperto il giorno dopo le elezioni approfittando di quello 0,5% in meno che la lista unitaria avrebbe ottenuto rispetto ai sondaggi.
In realtà il 31% è stato un enorme successo se si pensa che in pochissimo tempo si è riusciti in un’operazione che sembrava impossibile: quella di mettere assieme in un solo gruppo i grandi riformismi della cultura politica italiana.
Si tratta ora di definire tutti assieme i modelli organizzativi per proseguire sulla strada intrapresa che ci condurrà, inevitabilmente, ad assumere la guida del paese in un fisiologico sistema dell’alternanza.
Noi, per nostra consuetudine, siamo poco appassionati alle formule, federazione, confederazione, eccetera, eccetera. Privilegiamo piuttosto i contenuti politici e programmatici. L’importante è che nei prossimi mesi si trovi un accordo sulle linee di fondo della nuova alleanza.
Per conto nostro porteremo nel dialogo la nostra idea di riforma della società italiana secondo principii di libertà e di equità, nella politica economica come in quella estera, nella politica della scuola come in quella della sanità. In tutti questi casi cercheremo di far valere il nostro punto di vista senza proclami ed astratte rigidità, nella consapevolezza che il compito della politica è la mediazione, la mediazione alta che consente il raggiungimento di quel punto di equilibrio su cui si fondano i governi di coalizione.