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Una nuova questione meridionale?

Di Giuseppe Ossorio
Consigliere Regionale dei Repubblicani Democratici della Campania

Il presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo, in una pubblica sede ha dichiarato riaperta la questione meridionale affermando che su di essa in questi anni c'è stato un imbarazzante silenzio.
Non vogliamo polemizzare con il recente passato, né costruire un nuovo dibattito storiografico sui meriti e i demeriti dei meridionalisti storici.
Vogliamo però ricordare che se le politiche attuali non conosceranno un'inversione di rotta, il Mezzogiorno d'Italia si allontanerà definitivamente dall'Europa e prospereranno malavita organizzata e piccola delinquenza comune in un generale declino di civiltà politica e in un crescente clima di disagio economico.
Se questa è, come è, la condizione attuale, è inutile disquisire sull'originalità o meno delle proposte in campo. Inutile, allo stato attuale, immaginare nuove frontiere mediterranee per il Mezzogiorno o fantasticare di identità storiche perdute che salverebbero il Sud sprofondandolo nella lentezza della storia, nella letterarietà degli atteggiamenti individuali e psicologici.
Il Sud ha bisogno di politiche statuali intelligenti e incisive. La parte migliore della classe dirigente del Sud, che pure è nata, in questi ultimi anni, non può essere lasciata a se stessa con la "scusa" del liberismo o dell'autopropulsione del mercato. Se le politiche generali del governo italiano non terranno conto dei problemi del Sud, della mancanza di strade e ferrovie, di porti e acquedotti, del troppo alto costo del denaro, degli scarsi finanziamenti per scuole, Università e sanità, e se, tutti assieme, meridionali e settentrionali, non comprenderanno la grande opportunità che il mercato del lavoro del Sud offre in termini di innovazione scientifica e tecnologica, allora il Sud perduto e tornerà a rappresentare una zavorra per lo sviluppo dell'Italia ed un problema per lo sviluppo dell'Europa.

Dedichiamo questa breve riflessione a due grandi europeisti, un repubblicano e un liberale: Rosario Romeo e Giovanni Malagodi.