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La Costituzione Europea

Finalmente è stata approvata la Costituzione europea. Ora il testo dovrà essere sottoposto al giudizio dei Parlamenti nazionali o al referendum. Ma il dado è tratto, ed è augurabile che il processo avviato non trovi pi˘ ostacoli significativi.
I repubblicani, per loro storia, sono poco predisposti alla retorica. Ma in casi come questi è molto difficile sottrarsi al pensiero che, dopo due secoli, si attui il progetto di Giuseppe Mazzini e poi, via via, di altri repubblicani e liberali storici, fino a Benedetto Croce.
Ma ciÚ che conta è che, sia pure lentamente e con molta fatica, l’Europa economica si avvia a diventare Europa politica e, finalmente, Europa istituzionale. Sembra un paradosso, perchÈ proprio in questi ultimi tempi l’euroscetticismo sembra prendere il posto del cosiddetto euroentusiasmo di qualche anno fa. Ma i processi politici sono percorsi tortuosi, non lineari come a volte si crede un po’ troppo superficialmente. Sta di fatto che, se oggi provassimo ad immaginare soltanto per un momento un’Europa disunita, l’unica immagine che avremmo avanti agli occhi sarebbe il caos. Salterebbero tutte le regole e i principii che guidano la nostra economia, i nostri rapporti sociali, politici, ed anche la nostra vita quotidiana.
Si tratta allora di rilanciare. Per i repubblicani l’Europa deve crescere innanzitutto come unità culturale, come comune sentire attorno ad una visione del mondo chiaramente e francamente occidentale. D’altro canto, anche i tanti giovani che sfilano nei cortei inneggiando talvolta alla pace, talvolta alla giustizia sociale e così via, sono profondamente europei perchÈ a guidarli altro non sono che quegli elementi costitutivi dello spirito europeo, la democrazia, la libertà, la tolleranza, la giustizia, la difesa dei diritti dell’individuo.