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Le due Americhe e l'Italia

Di Giuseppe Ossorio
Consigliere Regionale dei Repubblicani Democratici della Campania

La convention democratica di Boston ha messo ormai definitivamente in chiaro che la campagna elettorale per le elezioni presidenziali sta dividendo nettamente l'America e gli americani. Dopo una fase in cui la polemica politica sembrava sopita e dilagava lo scetticismo, pare che torni la voglia dell'impegno, della lotta, sia pure nel rispetto almeno formale dell'avversario.
Il candidato democratico Kerry rappresenta un'America colta, avveduta, qualche volta, perché non dirlo, troppo radicale. Nel complesso un' America più vicina a noi europei, molto vicina a quella democrazia liberale che i Repubblicani Democratici sostengono anche nel nostro paese.
Sul piano economico la distinzione fra i due partiti è netta, e non vi è dubbio che, almeno nelle promesse elettorali, i democratici vogliano ricostruire un nuovo Stato sociale.
CosÏ pure per la politica dei diritti umani e civili, delle garanzie per la libertà. I Democratici intendono promuovere una nuova stagione dei diritti.
Ma il gruppo dirigente dei liberal non si è mai sognato di mettere in discussione la patria americana, l'intransigenza della lotta al terrorismo, la difesa delle forze armate.
È ciò che distingue i Democratici americani da troppi progressisti italiani, che inseguono, invece, vecchie utopie sorpassate dalla storia.