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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Ossorio

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Ossorio. Ne ha facoltà, per tre minuti.
GIUSEPPE OSSORIO. Signor Presidente, il gruppo dei repubblicani-azionisti lega il voto alla consapevolezza di ciò che sul Corriere della sera stamani un giornalista acuto per le sue analisi, Ernesto Galli della Loggia, ha efficacemente scritto: “abbiamo vissuto anni allegramente, con un debito pubblico che ha alimentato aspettative e necessità, già oggettive e giuste, ma al di sopra delle nostre possibilità”.
Ecco perché noi voteremo a favore del provvedimento sulla revisione della spesa e sulla dismissione del patrimonio pubblico, ma riproponiamo al Presidente del Consiglio e ai rappresentanti del Governo, i punti della lettera del collega on. Francesco Nucara che, già nel mese di novembre, rivolse e spedଠal Presidente del Consiglio, Mario Monti. Nella lettera egli elencava dieci punti essenziali per il programma del governo, e che si sarebbero dovuti tener conto.
Uno di questi punti riguarda il budget zero: noi abbiamo una spesa pubblica sostanzialmente - non lo devo dire agli onorevoli colleghi né a lei - che è in libera uscita, senza controllo, ed è soprattutto la spesa pubblica degli Enti locali, delle Regioni e delle partecipate. Se non mettiamo un freno ed un controllo a questa spesa pubblica, altro che spending review, altro che revisione della spesa pubblica che il Governo intende fare per quella dello Stato e dei Ministeri.
Ben altro deve essere il motivo della nostra attenzione, per esempio: i controlli nei confronti degli Enti locali, della qualità e della quantità di questa spesa pubblica, noi crediamo che non vi siano affatto. Noi riteniamo che vada tenuta in grande considerazione l’Autonomia locale e anche la forza legislativa delle regioni, però…
PRESIDENTE. Onorevole Ossorio, la invito a concludere.
GIUSEPPE OSSORIO. … ciononostante - signor Presidente, mi avvio alla conclusione - abbiamo un serio ripensamento sulla necessità dei comitati di controllo, i comitati di controllo sulla spesa degli Enti locali e per i comitati di controllo presso le Prefetture per quanto riguarda la spesa delle Regioni.
Ecco noi abbiamo votato la fiducia e votiamo favorevolmente su questo provvedimento, però il Governo dovrebbe essere attento a quanto su esposto (Applausi dei deputati del gruppo Misto-R-A).

Nota del Redattore: l’Ordine del giorno del deputato Giuseppe Ossorio, che si riporta integralmente, è relativo al DL sulla revisione della spesa. L’ordine del giorno è stato accolto favorevolmente dal Governo Monti nella seduta in aula di martedଠ7 agosto.
Il sottosegretario al Ministero dell’Economia, Gianfranco Polillo, in rappresentanza del Governo ha dichiarato il parere favorevole del Governo accompagnato dalla richiesta di sostituire alle parole “impegna il Governo” con le parole “invita il Governo a valutare l’opportunità di”.

Ordine del Giorno del deputato Giuseppe Ossorio

La Camera dei deputati,

premesso che,
l’Articolo 18 del decreto al nostro esame prevede che: “a garanzia dell’efficace ed efficiente svolgimento delle funzioni amministrative e in attuazione degli articoli 114 e 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, le Province di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria vengano soppresse, con
la contestuale istituzione delle relative città metropolitane”, secondo quanto disposto il territorio della città metropolitana deve coincidere “con quello della provincia contestualmente soppressa, fermo restando il potere di iniziativa dei comuni ai sensi dell’articolo 133, primo comma, della
Costituzione” e “le città metropolitane devono conseguire gli obiettivi del patto di
stabilità interno attribuiti alle province soppresse”;
in particolare “alla città metropolitana sono attribuite le funzioni fondamentali delle province e le seguenti funzioni fondamentali: 1) pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali;

2) strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici,
nonché organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito
metropolitano; 3) mobilità e viabilità ;Â 4) promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale”;
nel suo complesso si tratta evidentemente di una disposizione di carattere strutturale particolarmente importante che va ben al di là di una ordinaria riorganizzazione amministrativa;
una politica di governo dei fenomeni di urbanizzazione è una delle carenze storiche strutturali del sistema Italia. l’istituzione delle città metropolitane appare, finalmente, andare in controtendenza, indicando una strada virtuosa attraverso cui la città possa finalmente assumere i caratteri di metropoli adeguandosi cosଠagli standard europei;
è necessario intervenire affinché tale scelta, che giunge, è bene sottolinearlo, in una congiuntura economica particolarmente critica, non resti troppo generica rischiando di risultare cosà¬, all’atto pratico, solo un’enunciazione di principio;
in particolare appare opportuno focalizzare i necessari meccanismi di controllo e le conseguenti responsabilità a questi collegate affinché la riorganizzazione delineata produca effetti positivi sulla razionalizzazione della spesa pubblica;
alla città metropolitana secondo quanto stabilito spetta “il compito di promuovere e coordinare lo sviluppo economico e sociale” e, inoltre, spetta “il patrimonio e le risorse umane e strumentali della provincia soppressa, a cui ciascuna città metropolitana succede a titolo universale in tutti i rapporti attivi e passivi” in una congiuntura economica come detto estremamente critica, la costituenda città metropolitana avrà, dunque, il compito di promuovere lo sviluppo economico, acquisendo però, in partenza, a suo carico, tutti i rapporti attivi e passivi della Provincia, con la consapevolezza che i secondi inevitabilmente sono destinati ad incidere molto più dei primi, con il rischio concreto, dunque, di votare le città metropolitane al fallimento;
il percorso federalista intrapreso negli ultimi anni nel nostro Paese, affermando un sistema di responsabilità orizzontali ha determinato la creazione di numerosi centri decisionali di spesa e di responsabilità, il cui coordinamento appare particolarmente complesso soprattutto nell’ottica di una efficace azione di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica;
il federalismo è una scelta determinata dalla volontà di avvicinare i centri decisionali ai cittadini, garantendo al contempo l’individuazione di responsabilità chiare rispetto a determinate scelte politiche ed amministrative e non può che essere inteso come strumento per offrire risposte più adeguate alle istanze del territorio. Per ottenere questi risultati è necessario che il federalismo sia coordinato e coerente, che lo Stato, cioè, abbia, comunque, la possibilità di intervenire garantendo una visione organica e funzionale, attraverso controlli anche preventivi sulle scelte dei vari enti chiamati a decidere, in modo da garantirne l’efficienza complessiva evitando che si trasformino in nuovi centri di spesa;
appare necessario, al fine di una consapevole gestione delle risorse pubbliche, che l’istituzione delle città metropolitane si inserisca in un percorso virtuoso con il quale si identifichino a livello nazionale quelle unità decisionali che svolgano un’attività di controllo sui nuovi centri di responsabilità coinvolti, affermando nei confronti della loro azione il principio del Budget a base Zero, imponendo dunque un’azione fondata su programmi e previsioni e non sull’adattamento dell’esistente;
un bilancio costruito su tale meccanismo potrà risultare particolarmente flessibile e maggiormente rispondente a scelte strategiche come appare essere quella delle città metropolitane;
impegna il governo a valutare l’opportunità di focalizzare strumenti di intervento adeguati affinché, coerentemente con l’istituzione delle aree metropolitane suindicate, queste possano contare su un’appropriata ristrutturazione e gestione del debito che sono destinate ad acquisire;
a valutare gli interventi, anche normativi, necessari affinché si individuino a livello nazionale, non solo forme di controllo, ma anche gli organismi deputati ad effettuarle, per evitare di contrastare come la cattiva gestione delle risorse pubbliche solo in una fase successiva alla loro determinazione;
a valutare gli interventi normativi necessari affinché le costituenti città metropolitane, in virtù della soppressione delle province, siano tenute a fondare la loro azione di bilancio e di promozione dello sviluppo economico sul principio del Budget a base Zero. Su programmi e previsioni strutturali, non più su quel continuo adattamento dell’esistente che in mancanza di forme di controllo coerenti ha contribuito, negli anni, anche alla luce dell’aumento dei centri decisionali, alla crescita esponenziale della spesa pubblica;