Contenuto principale

L’Europa, Mazzini e Ciampi

Il Presidente Ciampi richiama Vincenzo Cuoco, il filosofo e storico napoletano precursore del riformismo democratico
 
La firma del trattato europeo che aspetta di diventare la Costituzione dell’Europa è veramente un avvenimento storico di quelli che segnano la vita di interi popoli, di milioni e milioni di uomini e donne. Non è retorico riandare immediatamente con il pensiero a Giuseppe Mazzini che, dell’Europa e dell’europeismo, fu geniale precursore. “Noi cerchiamo, scrisse, verificare non un’Europa ma una di Stati Uniti di Europa. L’Europa è la leva del mondo. È la terra della libertà”.
Non sono le parole di un sognatore, di un profeta disarmato, come troppo spesso una letteratura retorica e stupidamente beffarda ha cercato di tramandare. Come si vede, sono le parole di un precursore che aveva alto e forte il senso del realismo politico e chiaro ed evidente il timbro dei valori democratici e liberali che bisognava realizzare. Non è un’Europa letteraria, romantica o addirittura folcloristica che si disegna nell’animo di Mazzini, ma un’Europa concreta, politica, fondata sul principio della libertà che, dunque, di fatto, esclude i valori antitetici a quel principio.
Non è un’Europa, se ci si può passare questa espressione, buona per tutti i gusti e tutte le stagioni. Abbiamo risentito questi accenti nelle dichiarazioni di Prodi, al richiamo alla trasparenza e alla democraticità di questa nuova grande istituzione che sta nascendo forse fra una qualche freddezza dovuta alle contingenze economiche e politiche ma che è destinata, col tempo, a crescere nelle coscienze.
Acuto e opportuno, infatti, è il richiamo di Ciampi al filosofo e storico napoletano Vincenzo Cuoco, il quale affermava che “alla felicità dei popoli, sono pi˘ necessari gli ordini che gli uomini”. Perché infatti, ha ribadito Ciampi, “gli ordini, le istituzioni, oltrepassano i limiti delle generazioni”.
Si tratta ora di approvare al pi˘ presto il testo firmato a Roma e renderlo operativo, superando gli scetticismi e il qualunquismo, che sempre accompagnano i grandi avvenimenti storici accanto all’entusiasmo e alle passioni più autentiche.