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Gli Atenei alla sfida della qualità

Tratto da Il Mattino - domenica 5 dicembre 2004

del Prof. Guido Trombetti
Rettore dell'Università degli studi di Napoli "Federico II"
 
Il Consiglio Regionale della Campania, venerdì 3 dicembre, ha approvato all'unanimità la proposta di legge presentata dal consigliere regionale dei Repubblicani Democratici, Giuseppe Ossorio, per la "Promozione e la Valorizzazione delle Università della Campania“ che riportiamo integralmente nella sezione dei Comunicati di questo sito.
Il Rettore dell'Università degli studi di Napoli "Federico II", Prof. Guido Trombetti, ha scritto sull'argomento l'articolo di fondo per il Mattino di oggi, che di seguito riportiamo.

In un recente articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature si prende in esame la produzione scientifica nel mondo. Se ne ricava, tra l'altro, che in otto nazioni viene prodotto l'84,5% delle pubblicazioni più citate. Cioè delle pubblicazioni di maggior valore. L'Italia è l'ultima del gruppo. Tiene il passo a fatica. E necessario accelerare per non essere distanziati. Lo stesso avviene per i brevetti internazionali come emerge da un'indagine di Unioncamere. Tutti ormai sono consapevoli che lo sviluppo del Paese è legato alla qualità della ricerca e della formazione. Ogni euro in meno investito nell'università produce conseguenze negative su tutta la società e non soltanto sulla più ristretta cerchia dei suoi utenti. Ciò è tanto più vero in una regione ricca di giovani come la Campania dove un nuovo sviluppo sociale ed industriale non può prescindere da un ruolo centrale degli atenei.
Il problema è molto semplice da enunciare. Non altrettanto facile da affrontare. La sua complessità ne rende impossibile la soluzione nel corso di una legislatura. Pertanto non può essere affrontato con logiche di schieramento. Un segnale molto positivo è venuto dal Consiglio regionale della Campania che ha approvato all'unanimità il progetto di legge sull'università. Progetto presentato dalla commissione Cultura presieduta dall'onorevole Ossorio, su cui si è molto impegnato l'assessore Nicolais e fortemente sostenuto dal presidente Bassolino.
Con tale legge si mira ad abbandonare la logica dei finanziamenti occasionali. A collocare in un quadro organico gli attuali numerosi rìvoli. Ad introdurre stabilità nel flusso di risorse verso le università.
In sintesi a rendere più organico, strutturale e trasparente il rapporto università-Regione. Essa prevede meccanismi di verifica e controllo. Come gli stessi atenei richiedono. » vero che occorrono più finanziamenti». altrettanto vero che il nuovo ruolo di motore di sviluppo che gli atenei sono chiamati a svolgere richiede loro di mostrare sempre più senso di responsabilità nell'esercizio dell'autonomia. E quindi debbono abituarsi a chiedere risorse sulla base di progetti concreti, sapendo che saranno valutati a monte ed a valle, confrontandosi ogni giorno con la sfida della qualità.
Non voglio qui entrare nei dettagli della proposta di legge. Né discutere sull'entità degli stanziamenti previsti. Non può, però, che suscitare entusiasmo la scelta di inquadrare in modo sistematico una materia così rilevante. Inoltre, come già detto, va sottolineato un aspetto simbolico di notevole importanza. Il consenso dato da tutte le forze politiche all'iniziativa. Ciò significa che la politica ha attribuito alle università un valore strategico. La cosa è tanto più encomiabile perché investire in cultura, purtroppo, non paga immediatamente. La centralità che ha acquisito in Campania il tema della ricerca ha certamente favorito tale atteggiamento. E poiché ci si lamenta spesso della qualità della politica fa molto piacere poterne dir bene. Il Paese, come è noto, non è in una posizione di rilievo rispetto alle altre nazioni europee, sul versante degli investimenti pubblici.
Su tale fronte la nostra regione è in controtendenza. Ciò è dovuto alle scelte illuminate degli uomini che si sono occupati del problema. Penso, ad esempio, all'uso intelligente dei fondi comunitari. Ovviamente non tutto si risolve con una buona legge regionale. Questo lo sappiamo bene. E per fare un esempio richiamo un problema che mi sta molto a cuore. Ben sapendo che non può farsene carico la Regione Campania. Quello dei giovani. L'università è cosciente del suo ruolo nel Paese. Si presenta, però, alla sfida invecchiata. Il problema più urgente è questo. Anch'esso facile da enunciare. Difficile da risolvere. Gli atenei hanno bisogno dell'energia, dell'entusiasmo, della fantasia e della creatività dei giovani. Nella ricerca, quasi sempre, i risultati buoni si devono a giovani. La capacità di imparare metodi innovativi è tipica dei giovani. Il coraggio di rischiare scegliendo strade lunghe od inesplorate è proprio di chi ha dalla sua il tempo. E cioè dei giovani. » necessario, quindi, un meccanismo di reclutamento che dia loro la possibilità di entrare nel mondo della ricerca con garanzie certe sui tempi.
Vi è un gran numero di essi che collaborano con contratti a termine in condizioni di vita difficili. Occorre che abbiano almeno delle occasioni con cui cimentarsi. Terminata la divagazione sui giovani torno al tema per concludere. Il segnale venuto dalla politica regionale è molto incoraggiante. E fa piacere, ogni tanto, di non dover scrivere per alzare lamenti. Se poi anche la finanziaria manterrà le promesse, potremo guardare al futuro con maggiore ottimismo.