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La decisione

Dodici articolari che hanno come obiettivo quello di attivare percorsi di alta formazione, master e dottorati di ricerca
Nasce il sistema universitario della Campania
Approvata all'unanimità dal Consiglio regionale una legge unica in Italia. Previsti 65 milioni in 3 tre anni

Da L'Articolo – Supplemento de L'Unità – n. 149 – 4 novembre 2004

di Antonio Montanaro
 
NAPOLI. Le università campane volano in Europa, grazie alla nuova legge approvata ieri all'unanimità (33 voti su 33) dal consiglio regionale. Nel testo si prevede lo stanziamento di 65 milioni di euro, suddivisi in tre annualità ( 10 milioni per quest'anno, 25 per il 2005, 30 per il 2006). Saranno finanziati nuovi organici, corsi di primo e secondo livello, dottorati di ricerca, scuole di eccellenza e master. Molto soddisfatto il presidente della commissione Cultura del Consiglio, Giuseppe Ossorio: “Così si promuove tutto il sistema universitario campano, in un momento in cui il governo nazionale dovrebbe fare di più in questa direzione. Per l'assessore regionale Nicolais e il rettore della Federico II Trombetti la nuova normativa favorirà la ricerca scientifica. Sulla stessa linea Bassolino: “La Campania ora può competere con altre grandi regioni europee.
Finalmente la legge sull'università c'è. Approvata all'unanimità (33 voti favorevoli su 33 votanti, recitano i resoconti consiliari). Con il voto favorevole dei partiti di centrodestra. E il risultato è doppiamente positivo.
Primo perché rappresenta il risveglio di un Consiglio che dava l'impressione di avviarsi lungo la strada di un comodo letargo pre-elettorale.
Secondo perché le nuove norme sono un novità assoluta: nessuna Regione, in Italia, infatti, può vantare strumenti così avanzati per la promozione della formazione universitaria. Nella legge (dodici articoli in tutto) si prevede lo stanziamento di 65 milioni di euro in favore dei sette atenei della Campania; suddivisi in tre anni (10 milioni per. il 2004, 25 per il 2005, 30 per il 2006).
A dire il vero il testo uscito dalla Commissione Istruzione e Cultura ne prevedeva 150, ma la somma è stata rivista dal Consiglio in fase di approvazione del bilancio di previsione 2004/2006 “Non è escluso però - sottolinea Giuseppe Ossorio, primo firmatario e relatore dell'articolato approvato ieri - che nei prossimi anni i finanziamenti possano aumentare ancora.
Tra i punti che la caratterizzano, oltre al finanziamento di nuovi posti in organico (di ricerca e di docenza), di corsi di primo e secondo livello e di dottorati, c'è l'istituzione e il finanziamento di scuole di eccellenza e di master, l'adeguamento delle risorse, comprese quelle per le strutture, per i servizi e per il personale universitario. Inoltre, intende favorire gli accordi di programma tra Ministero, università e altri soggetti pubblici e privati (con la promozione di azioni di raccordo fra gli atenei e il mondo produttivo), la partecipazione e il sostegno ad iniziative cofinanziate dall'Unione Europea o da soggetti terzi pubblici e privati. Insomma, in un momento in cui, a livello nazionale, l'università pubblica subisce tagli senza precedenti, la Campania dà una risposta in netta controtendenza. Lo strumento principale per dare forza al nuovo apparato legislativo è il "programma triennale degli interventi", redatto dal Comitato di indirizzo, e programmazione, presieduto dall'assessore al ramo in carica e composto da tre docenti universitari ordinali (nominati dalla Giunta), che opererà in sintonia con il Comitato regionale di coordinamento degli atenei.. La programmazione si svilupperà per piani attuativi annuali. “una norma importante - spiega l'assessore all'Università e alla Ricerca, Luigi Nicolais - che permetterà di intervenire a favore della ricerca di base e di realizzare un coeso sistema territoriale degli atenei. Ma soprattutto c'è da sottolineare il forte segnale politico che emerge dall'unanimità consiliare. Maggioranza e opposizione sono concordi nel ritenere i saperi i veri fattori della crescita e dello sviluppo socio-economico della Campania. » questo è un dato politico importante, oltre che nobileª. “Quella di fare sistema – continua Nicolais – è una sfida che le nostre università possono sicuramente vincere: lo abbiamo già dimostrato con i centri di competenza“.
Questa legge pone, insieme a quelle sul diritto allo studio e sulla ricerca, la regione Campania all'avanguardia in Italia.
II punto di partenza delle norme approvate ieri è rappresentato proprio dalla convinzione che, in seguito al decentramento delle funzioni dello Stato, gli organismi regionali non possono ignorare interventi strutturali a sostegno di un settore strategico come quello della formazione universitaria. In Campania ci sono ben sette atenei (sei pubblici e uno privato), con una popolazione studentesca che sfiora le 215mila unità e quasi 6mila docenti. In questo quadro è forte la diversificazione dei campi di attività didattica, con punte di eccellenza che riguardano vari ambiti di ricerca. “Quella di ieri – afferma Ossorio, tra i più convinti sostenitori della legge – rappresenta una delle manifestazioni migliori del Consiglio regionale, perché si tratta di uno strumento importantissimo, approvato all'unanimità sia in aula che in commissione. Inoltre c'è già il finanziamento fino al 2006.
Sulla stessa lunghezza d'onda il commento di Nino Daniele, capogruppo Ds nel parlamentino regionale: “una pagina molto positiva per il Consiglio – fa notare –, si tratta di un'innovazione federalista nella giusta direzione, perché interviene a sostegno, a rendere più forte, il sistema universitario. Questa legge è ancora più importante perché in questo campo di attività abbiamo dato vita ad un vero e proprio corpus legislativo, con nuove norme per la promozione culturale e gli istituti di alta cultura e la riforma degli Edisu e quindi delle regole per il diritto agli studi universitari. Dunque, sul terreno ricerca, cultura e università la Campania è senza ombra di dubbio la regione più avanzata del Mezzogiorno”.