Contenuto principale

IL PESO DELLE TASSE SUI CITTADINI DISILLUSI

Per tutte le imposte che la legge ha attribuito alle Regioni, da noi, in Campania, abbiamo un aumento del peso contributivo a carico dei cittadini. L’Addizionale regionale sul reddito delle persone fisiche, l’IRPEF, nel lontano 1998, anno in cui fece la sua comparsa, era pari allo 0,5%: una percentuale quasi impercettibile ed un importo presumibile del quale spesso il contribuente, anche quello più  apprensivo, si dimenticava.

Ebbene, da quel lontano 1998 siamo stati testimoni di una vera e propria escalation.  Ahi noi, vittime come contribuenti, siamo passati quasi subito, già nel 2000, allo 0,90%.  Poi, nel 2006 all’1,40%.  Dopo una brevissima sosta durata un solo anno, nel 2010 siamo giunti all’1,70%, e  siamo arrivati nel 2011 al 2,03%. Una misura che non si dimentica quando si conteggia, ancor  più quando si effettua il versamento. Occorre ricordare che all’aumento delle aliquote regionali non ha corrisposto una riduzione di quelle dello Stato. Quindi, non siamo in presenza di un trasferimento federale, bensì di un “eccesso di onere” contributivo.

In Campania l’aliquota Addizionale dell’IRPEF è tra le più alte d’Italia: siamo superati solo dalla Basilicata che applica il 2,33%, mentre il Lazio e il Molise arrivano, sì, rispettivamente al 2,33% e al 2,63%, ma solo come misura massima perché, in quelle due regioni, sono previsti degli scaglioni di reddito per i quali le aliquote dell’Addizionale sono più basse, mentre da noi tutto il reddito è tassato al 2,03%!

Così è stato anche in materia di Imposta Regionale sulle Attività Produttive, l’IRAP. Nella nostra Regione siamo passati dall’iniziale 4,25%, nel 1998, all’attuale 4,97%, ma abbiamo avuto anche anni, nel 2006 e nel 2007, al 5,25%! Per la gioia delle imprese.
Identico andamento anche in materia di Tassa automobilistica: dai 2,58 euro per CV del 2003, ai 2,84 euro del 2004, fino all’aumento generalizzato di un altro 10% operato da questa Giunta regionale a partire dal 1° gennaio 2012!

Sulle spalle dei contribuenti ci sono anche 0,02582 (25 millesimi) di euro per ogni litro di benzina acquistato nella nostra Regione e non meno di 0,019 (19 millesimi) di euro per ogni metro cubo di gas naturale per le famiglie, e 0,006249 (6,249 millesimi) di euro per metro cubo per le industrie nella nostra Regione.

Ci rendiamo conto che un simile fardello finisce col rendere ancora più grave la situazione  di grande difficoltà in cui si dibattono tante famiglie e tante imprese della Campania?  Non bisogna, perciò, rimanere di stucco se le elezioni per il presidente e per il Consiglio regionale sono state percepite  come un mero rituale democratico, al quale il cittadino si accosta con sempre meno convincimento. Il disagio sociale e l’oppressione fiscale sono al limite della rottura, la percezione di un futuro incerto assale tutti.
    
Occorre allora puntare con decisione a minimizzare gli oneri tributari regionali che gravano sulle nostre famiglie e sulle nostre imprese, attenuando i disagi delle prime e restituendo un minimo di competitività alle seconde nella difficile congiuntura economica che tutti noi stiamo vivendo.