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REGIONE, UNA POLITICA PER L’AMBIENTE

Nell’area del casertano la situazione era simile. L’industrializzazione degli anni ’60 era un tessuto produttivo di primo ordine. Ma negli anni ’90 quelle aziende abbandonavano quel territorio. Si cominciava a puntare su produzioni agricole d’eccellenza, seguendo la nuova tendenza di un’alimentazione a base di prodotti local e alla riscoperta di vitigni autoctoni. Si puntava spontaneamente sull’enogastronomico. Turismo ed enogastronomico: le tendenze future, il tema dell’Expò di Milano. Ma anche in quell’area dopo il disastroso inquinamento dei rifiuti tossici è necessaria un radicale bonifica.
La Campania per ingranare il circolo virtuoso delle nuove forme di sviluppo aveva bisogno di una politica di tutela del comune denominatore tra sviluppo economico, turismo e agricoltura: l’Ambiente.
Andava curato il recupero dei territori abbandonati dalle industrie, e tutelati i territori predisposti al turismo e impegnati nelle produzioni agricole. Ma anche il Terziario avanzato richiede una politica per l’Ambiente.
Il dramma ambientale è, quindi, pesato alla Regione ben più rispetto a quello che si possa pensare o che le statistiche dicano. Se si può calcolare il danno emergente, si sottovaluta sempre il lucro cessante. La lentezza e l’indecisione degli interventi hanno influenzato i settori che davvero possono essere di sviluppo trainante. L’Ambiente deve essere il nostro bene da salvaguardare, perché è l’unico che impatta fortemente sulle maggiori fonti di economia della Regione.
Le cartoline da Sorrento della scorsa estate, la gestione dei rifiuti urbani, il decoro in genere, o l’atteso intervento per il rilancio del litorale Domizio, la riconversione di Bagnoli sono percorsi di affidabilità che la Giunta regionale deve perseguire. I depuratori devono essere a regime e soprattutto ben controllati. La filiera dei rifiuti deve essere valutata in maniera più moderna. Partendo magari da una differenziazione semplice del secco dall’umido, e uniformando poi in tutta la Regione i metodi di raccolta, per applicare economie di scala. E’ necessario l’istituzione di un Consorzio regionale di controllo e di garanzia dei prodotti per dare maggior voce alle produzioni regionali. Il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana è meno tutelato anche a livello nazionale rispetto ad altri, come il gigantesco e intoccabile Consorzio del Parmigiano. Questi sono argomenti che devono impegnare l’agenda dell’assessore all’Ambiente.
Crisi spesso equivale ad opportunità. L’ambiente ha bisogno di nuove idee e non può prescindere da nuove tecnologie. La (ri)partenza del nostro territorio intorno ai suoi punti di forza non può più ritardare. All’anno zero deve rapidamente sostituirsi l’anno uno.