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“LA POLITICA OLTRE IL WEB”

La nostra società si è definita in tanti modi, società liquida, società atomizzata, società iper individualistica e così via. Dietro queste definizioni si nasconde il problema vero: l’appiattimento dell’intera società al ribasso. Mentre, infatti, negli anni della crescita in tutto il mondo ed anche in Italia si è sviluppato il grande fenomeno della cosiddetta classe media, la riduzione crescente del gap, delle disuguaglianze fra ricchi e poveri, oggi assistiamo al fenomeno inverso, ossia al rinascere delle ingiustizie, al crescere del divario fra pochi privilegiati ed una vasta massa in declino, ad una divisione sempre più netta fra garantiti (soprattutto gli anziani) e soggetti fragili (soprattutto i giovani). Nel nostro Sud queste condizioni sono esasperate e nell’Area metropolitana di Napoli (non bisogna più parlare solo della città di Napoli) sono condizioni ancor più difficili.

Alla  classe media si è sostituita una società di mezzo indistinta, ossia un vasto mondo produttivo fatto di lavoratori, professionisti, docenti senza più un orientamento.  Le nostre città, le nostre aree urbane sono piene di questa classe non classe, che ha perso i connotati della identità e non ha più il senso dell’appartenenza.  Essa vede sempre più indebolirsi  la sua condizione economica, e, aspetto non meno grave, lo status sociale - il rispetto, si sarebbe detto una volta. E vede restringersi lo stesso spazio politico, la possibilità  di vedere rappresentate le sue esigenze, sia economiche che civiche.

In questa prospettiva il primo aspetto, quello dell’impegno civico, per chi trae origine da una cultura di democrazia laica,  si coniuga perfettamente con quello dell’impegno sociale e politico. Si tratta di dare rappresentanza nelle Istituzioni a questa vasta società, silente ma cosciente, che si sente sempre più emarginata. Basta osservare che in tutte le elezioni di qualsiasi tipo in qualsiasi parte d’Italia si assiste ad un crescente ed inquietante astensionismo. E’ una sconfitta secca della politica, di tutta la politica. Non basterà il web a colmare il fossato.

Anche nella nostra Napoli, alla vigilia delle elezioni amministrative, non mi sembra che i partiti tradizionali o ciò che di loro rimane, siano in grado di affrontare questo tema. Non sanno parlare a questa società di mezzo, non sono in grado nemmeno di capire che il problema c’è. Non si interrogano su questa società polverizzata nella quale chi non ha rendite di posizioni familiari o politiche non riesce a far valere i suoi diritti e le sue esigenze. Non ha nemmeno il diritto di tribuna, la possibilità di far sentire la propria voce.

E’ a questo vasto segmento sociale che chi ha a cuore gli Istituti della democrazia repubblicana - al di là del web - si deve rivolgere avendo, da sempre la capacità di cogliere queste esigenze e di proporre le soluzioni praticabili. Ricominciando a coniugare le esigenze di libertà delle imprese al grande problema sociale del lavoro che si può avviare anche attraverso una concezione moderna dello stato sociale. I Comuni delle grandi Aree urbane che si organizzeranno nella Città Metropolitana, di cui ancora non si parla in questa campagna, avranno un ruolo importante per riavvicinare il cittadino alle loro Istituzioni.