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A che punto sono i tanti progetti per riqualificare Napoli

Da “la Repubblica” di mercoledì 5 ottobre 2011

Di Giuseppe Ossorio

A che punto sono i tanti progetti per riqualificare Napoli, per attenuare lo stento in cui versa? Presto detto. Solo due progetti sono in fase di avanzata realizzazione anche se con grande difficoltà . Tutti gli altri sono storie infinite. Proprio così.
Ed è giusto che l’opinione pubblica tenga d’occhio quei progetti che possono migliorare la città o alterare l’uso dei terreni interessati. La città attende un miglioramento. Servirebbe a renderla meno disagiata ai cittadini, a chi ha la sorte di transitarvi per lavoro (pochi) o la ventura di giungervi per turismo (scarsi).
L’Ospedale del Mare è la prima delle due opere incompiute. Un investimento di 187 milioni. Il progetto fu presentato a giugno 2003. I lavori ebbero inizio a marzo 2006. Il funzionamento era previsto per la primavera del 2011. La sua realizzazione contempla la chiusura di ben quattro ospedali cittadini. I tempi di realizzazione si sono allungati per la modifica del progetto iniziale e la necessità di reperire nuovi fondi. Senza contare alcundi intoppi giudiziari. Nel frattempo il cantiere è diventato una discarica a cielo aperta. L’altra grande incompiuta è la Metropolitana. La prima pietra fu messa a piazza Medaglie d’Oro nel dicembre ”˜76. Solo dopo quasi venti anni fu inaugurata la prima linea da Piscinola a piazza Vanvitelli. Intanto, le stazioni di via Toledo e di piazza Municipio che si sarebbero dovute completare entro il 2010 ancora non si aprono. C’è da giurare che passeranno degli anni prima che l’anello si chiuda a piazza Garibaldi. La Linea 6 già da tre anni si sarebbe dovuta completare fino alla stazione di San Pasquale a Chiaia. Ci sono, poi, i progetti di sviluppo i cui cantieri stentano ad aprirsi per tre motivi fondamentali: i pochi fondi, le lungaggini burocratiche e l’approssimazione della politica.
Ecco solo tre di quei progetti in campo fra aspettative e perplessità . È il caso della complessa opera di trasformazione della Zona Orientale. Un’area vasta che versa in uno stato di degrado e disordine urbano che si è accentuato dopo le dismissioni dell’apparato industriale. Nel Piano Urbanistico Attuativo (PUA) è individuata l’area “ex Raffinerie” dove si integrano le principali scelte di riqualificazione urbanistica di quei quartieri: la realizzazione di un parco urbano e di nuovi insediamenti produttivi a sud e a nord del parco. I progetti privati non mancano. Ricordiamo quello presentato lo scorso anno da NaplEst. Tutto, però, dipende dalla delocalizzazione progressiva degli impianti petroliferi e dalla successiva bonifica di quei terreni. Non è un problema di poco conto.
La Zona Orientale, fra l’altro, è il luogo dove si intrecciano la questione del Depuratore di Napoli Est da adeguare alla normativa europea (che dovrebbe purificare le acque di scarico di 800 mila abitanti) e la costruzione dell’Inceneritore del comune di Napoli, (un elemento della procedura d’infrazione della Corte di giustizia europea, per la situazione dei rifiuti in Campania). Su questo punto, come si sa, il sindaco De Magistris e la Regione Campania divergono totalmente. Bagnoli è l’altra grande questione di riqualificazione urbana. Qui le cose sono in gran movimento e scorrerebbero più serenamente se non vi fosse di mezzo la colmata: 1 milione e 200 mila metri cubi di sedimenti tossici della vecchia acciaieria che sono riversati in un area di 220 mila metri quadrati di spiaggia. Che farne? Il Parlamento, in una delle rare occasioni d’interesse per Napoli, approvò una legge, la 582 del novembre 2996, “Disposizioni urgenti per Bagnoli”. Prevalse l’idea di salvaguardare la spiaggia di Bagnoli e renderla ai napoletani. Francesco Compagna indicò il lungomare con vista su Nisida e sui Campi Flegrei più bello della promenade des Anglais a Nizza o la Corniche di Cannes. Il Comune di Napoli costituì nel 2002 la società Bagnolifutura per realizzare gli interventi di trasformazione urbana nell’area ex Italsider. Lunedì scorso è stata costituita una società di scopo guidata dal presidente dell’Unione industriali di Napoli, Paolo Graziano, per i lavori necessari per le preregate dell’America’s Cup. Insomma su Bagnoli c’è gran movimento. In questa rapida carrellata non può mancare la questione del Centro Storico. Più di 200 milioni attendono di essere utilizzati. La Regione prevede di concentrare gli interventi nella parte più ricca di monumenti, all’interno delle mura greco-romane.
Ci pare una scelta sensata.
L’assessore regionale Tagliatatela assicura che l’obiettivo è concludere i lavori prima del Forum delle Culture del 2013. L’elenco potrebbe continuare con progetti minori ma importanti per la qualità delle opere. Essi meritano una classe politica più attenta al bene comune e un opinione pubblica informata.