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Centro storico zona franca urbana Interpellanza urgente di Giuseppe Ossorio sui problemi del Meridione

di Raffaele Raimondi
Presidente comitato Centro storico Unesco — Napoli

da “la Repubblica” di domenica 11 febbraio 2007
 
Spesso vien da notare che la legalità per i politici è solo un optional. Non fa eccezione neppure Enzo Amendola, che, qualche giorno fa (”Repubblica” del 6 febbraio), in una pubblica riunione si è dichiarato contrario «all’ipotesi del centro storico di Napoli quale zona franca». Dimentica il segretario regionale Ds che questa non è più un’ipotesi, ma è legge. Lo ha stabilito infatti la Finanziaria 2007, recependo al comma 340 l’emendamento presentato da parlamentari della maggioranza, con in testa Giuseppe Ossorio, vicepresidente della commissione Bilancio della Camera. Il quale, a sua volta, ha così corrisposto alla mozione al riguardo approvata all’unanimità il 7 febbraio dello scorso anno dal Consiglio comunale. Con essa si sollecitava il governo nazionale a onorare l’impegno di assicurare la conservazione e valorizzazione del centro storico di Napoli, in conformità alla convenzione Unesco del 1972. L’impegno era stato assunto dallo Stato italiano nel momento stesso in cui, nel 1995, aveva ottenuto dall’Unesco il riconoscimento del centro storico come patrimonio mondiale dell’Umanità. La detta mozione indicava nella fiscalità di vantaggio — di cui la zona franca urbana è applicazione — lo strumento più appropriato, per conseguire, col coinvolgimento dei privati, le enormi risorse necessarie per il restauro dei complessi e dei palazzi d’epoca e per il rilancio economico dell’area della legge finanziaria a! centro storico di Napoli. Infatti, l’adozione, mediante l’introduzione della zona franca, di quegli sgravi fiscali e contributivi già rivendicati, per gli interventi di riqualificazione, dal Consiglio comunale, sarà determinante: una forte incentivazione invoglierà i proprietari pubblici — leggi Università — e privati, artigiani, commercianti e albergatori a determinarsi immediatamente per profittare della normativa e delle relative dotazioni. Metteranno in campo le loro risorse, magari chiedendone altre alle banche: si avvieranno così all’istante le iniziative di recupero, anche impegnative, di rilancio dell’economia del centro storico e l’incremento del turismo culturale. Con l’importante effetto, che, trattandosi di iniziative ad elevatissimo indice occupazionale, la loro attivazione è destinata a provocare una straordinaria occupazione, non assistita; con interessanti ricadute su tutta l’area napoletana, comprese Scampia e la zona est, che più stanno a cuore al segretario Ds.