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Centro storico qualcosa si muove

di Felice Laudadio
Assessore Comunale al Centro Storico
 
da “la Repubblica” di martedì 23 gennaio 2007
 
Gentile direttore, il ruolo che ricopro nell’ambito dell’attuale giunta municipale, mi impone il dovere di aggiungere, alle autorevoli, opinioni lette e apprezzate sul suo e su altri giornali, il mio punto di vista sulla questione centro storico di Napoli. Uno dei più estesi in Europa, patrimonio, voglio qui ricordarlo, dell’umanità secondo il deliberato Unesco di dieci anni orsono. Cominciamo da quello che è stato già fatto, ovvero dalla delimitazione, nell’ambito dello strumento urbanistico adottato nel 2004 dalla precedente giuntai del centro storico in senso proprio, del territorio, insomma, sul quale intervenire con priorità assoluta come ribadito da una successiva delibera del febbraio scorso.
E vero, qualcuno potrebbe obbiettare che fino a questo momento sul centro storico si e discusso molto e si è agito poco. Non mi sottraggo alla critica, anche . se la questione, che sarei tentato di scrivere con la maiuscola, attiene al dna della nostra città e deve investire, deve riguardare formazioni sociali e culturali che non si esauriscono nell’ambito ristretto dell’amministrazione comunale. Un passo significativo, in questo senso, è stato già compiuto con la società Sirena che vede insieme Comune, Regione, Camera di commercio, Associazione dei costruttori edili napoletani e degli industriali. L’esperienza, che qualcuno ha criticato, resta per me valida, al punto tale che in Cina è stata recepita in toto conseguendo risultati apprezzati dalla comunità cinese. Magari potrà essere migliorata in un contesto più organico di interventi coordinati nel sistema dei progetti di valorizzazione, ma questa strada, ritengo, sia la più efficace per mettere mano a un intervento che parla da un progetto condiviso. Penso, ad esempio, a una collaborazione tra università e Comune per soddisfare esigenze di recettività di studenti fuori sede, destinando immobili a residenze universitarie; ne deriverebbe un potenziamento delle attrattive dei nostri atenei, la realizzazione di una “mixitè” sociale, con una ricaduta positiva sull’intera economia “del vicolo” di certo rilevante l’istituzione del “Master in progettazione di eccellenza per la città storica” organizzato dalla Facoltà di Architettura dell’ateneo federiciano.
Altro protagonista del progetto di riqualificazione è la Curia, per la sensibilità attenta ai problemi cittadini che dimostra. La ricerca condotta dal Dipartimento di Ingegneria edile della Federico II ha rilevato la presenza di numerose chiese chiuse al culto che potrebbero essere oggetto di intese tra Comune e Curia arcivescovile per regolarne la destinazione a fini sociali e culturali. L’effettiva valorizzazione di questo patrimonio è strettamente connessa, tuttavia, ancora a due fattori primari: la sicurezza e la mobilità.
La prima esigenza è fortemente avvertita ed è condizione essenziale, direi precondizione, per qualunque intervento; l’attenzione alla soluzione dei problemi di mobilità è una componente decisiva perché gli interventi raggiungano il risultato della riqualificazione socio urbanìstica del contesto nel quale sono calati.
La scelta della intesa interistituzionale, ancora una volta, garantisce risultati di vivibilità per gli abitanti e ribadisce la centralità del ruolo del centro storico, che vede in questa maniera potenziata la sua funzione di attrattore del turismo culturale. Non meno importante è l’incentivazione fiscale per chi risiede o investe nel centro storico, scelta che è alla base del cosiddetto emendamento Ossorio che prevede l’istituzione di “zonafranca”. Alla “fiscalità di vantaggio”, poi, occorrerà necessariamente unire ulteriori risorse provenienti dal coinvolgimento   pubblico-privato: project financing, società miste e società di trasformazione urbana. È auspicabile, inoltre, che la programmazione   dei   fondi   Ue 2007/2013 riconosca priorità alla valorizzazione dei siti Unesco patrimonio mondiale della umanità.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è di arrivare a una sintesi unitaria degli interventi di riqualificazione e di farlo attraverso il massimo coinvolgimento delle formazioni sociali e produttive, delle competenze e delle professionalità esistenti in città. Un percorso che promuoveremo sin dal prossimi ‘ giorni eche guiderà le nostre scelte.