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Città metropolitana, manca la progettualità (2)

La Repubblica-Napoli di mercoledì 17 settembre 2014, prima pagina di Giuseppe Ossorio

A lunghi intervalli riemergono nella storia di Napoli momenti di consapevolezza delle questioni in campo e momenti di prassi distruttiva. Ai secondi, come scriveva lucidamente Giovanni Astengo, concorrono “operatori di poco scrupolo unitamente ai politici delegati a rappresentarne gli interessi, uno stuolo di tecnici, di progettisti, di funzionari, di giuristi interpreti e anticipatori di quegli stessi interessi con i panni di uomini di cultura”. Siamo alla vigilia della costituzione della Città metropolitana: non c’è una riflessione sulla sua natura, sull’organizzazione delle sue funzioni, la sua mission. Eppure, la storia della città di Napoli non è soltanto una storia di fallimenti. Ci sono stati Sindaci che hanno lasciato segni tangibili di buona amministrazione quotidiana accompagnata dalla realizzazione di importanti opere pubbliche per le future generazioni.

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Caldoro risana i conti ma la Sanità è scadente. L’idea delle macroregioni ha molti punti deboli (2)

Da “la Repubblica” di giovedì 10 luglio 2014 di Giuseppe Ossorio

Il presidente della giunta regionale, Stefano Caldoro, la scorsa settimana, ha portato  a termine un contenzioso decennale con il ministero della Salute, per il finanziamento finora sottostimato del servizio sanitario in Campania. A distanza di poche ore, in una intervista a “La Stampa”,  ha lanciato  la  proposta di scioglimento delle Regioni per istituire macroregioni che “comprendano da 6 a 10 milioni di abitanti”. Il primo punto sinceramente non può che rallegrarci, anche perché certamente ci sarà un abbassamento del prelievo fiscale della Regione, che in Campania è al massimo. Sul secondo punto che possiamo dire, “vasto programma”.
Veniamo al primo punto: il presidente Caldoro ha vinto (gliene rendiamo merito) il braccio di ferro sul Patto della salute, che la Campania aveva avviato dieci anni fa senza riuscirci, con il ministero della Sanità e con i presidenti delle Regioni più virtuose, come il Veneto, che  ci accusavano di una spesa pubblica sanitaria senza freni. Il contenzioso di definirà giovedì prossimo e porterà 250 milioni in più alla sanità regionale. Il criterio dell’anzianità della popolazione  penalizzava la Campania. L’ironia è che l’Istat prevede nei prossimi venti anni l’invecchiamento della popolazione della Campania.
Siamo soddisfatti perché ricordiamo bene come e quando è iniziata questa querelle in sede di Conferenza Stato-Regioni. Il rientro forzato dell’enorme disavanzo finanziario nella sanità regionale ha consentito al presidente Caldoro di presentarsi in quella sede con un maggior atout. Il risultato contabile conseguito è stato apprezzato col riconoscimento di un maggior finanziamento dello Stato.

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