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CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
Napoli - Campania
La polemica: Approviamo leggi ma non riusciamo a trovare i fondi
Caro direttore,
Alcide De Gasperi, che di amministrazione pubblica se ne intendeva diceva che per essere sereni bisognava avere i conti in ordine. Ed intendeva i conti dello Stato. Una classe dirigente politica, moderna e riformatrice, deve ritenere la salvaguardia dell'equilibrio sociale l'obiettivo principale della sua azione di governo, e considerare che è praticamente impossibile conseguire un alto grado di investimenti produttivi e sociali senza controllare il livello finanziario, la qualità e gli effetti della spesa corrente.
Qualsivoglia Governo nazionale, regionale o comunale, non può eludere il problema principale costituito dalla impossibilità di sommare la grande massa finanziaria, essenziale per affrontare i problemi del consumo sociale a quella, pur necessaria, per accrescere ì consumi individuali. È qui il punto centrale di ogni sana azione governativa, della maggioranza politica e di una responsabile opposizione.
E' possibile concepire una politica economica e finanziaria regionale, come quella che pure si è messa in pratica in Campania in questi anni, senza porsi con metodo un progetto di controllo interno della spesa regionale? Di una legge si devono conoscere le vere conseguenze finanziarie, economiche e l'impatto sull'organizzazione burocratica della Regione e anche dei Comuni delle Province e delle società miste, allorquando questi enti siano destinatari di quella normativa. Da queste considerazioni semplici, traeva spunto la mia proposta di un' Autorità regionale autonoma per il controllo della spesa pubblica regionale, richiamata da Sergio Locoratolo nell'articolo apparso sul Corriere del Mezzogiorno, e che ancora attende l'esame della Commissione Bilancio del Consiglio regionale. Quello posto è argomento di poco momento? Lo vedremo nei prossimi tempi. Il problema da affrontare con urgenza è il ritardo accumulato dal Consiglio regionale per approvare il Bilancio preventivo dell'anno in corso. Diciamolo con franchezza: si tratta dì reperire una maggiore provvista finanziaria per dare copertura alle proposte di legge che il Consiglio regionale dovrà pure approvare nei prossimi dodici mesi. Oggi quella provvista finanziaria è decisamente inferiore alle necessità della futura attività legislativa. Non è previsto, ad esempio, un finanziamento alla proposta di legge regionale peri il sostegno al sistema delle Università della Campania. Benché sia un argomento vitale, quella proposta di legge giace da tempo all'ordine del giorno del Consiglio regionale, seppure sia stata sottoscritta da tutti i gruppi consiliari regionali, di maggioranza e di opposizione, e sia stata già approvata dalle Commissioni consiliari competenti, ma nel Bilancio regionale, approvato dalla Giunta, non c'è traccia dì una congrua previsione di finanziamento. È uno sbilanciamento, a mio parere, miope della Giunta regionale verso forme benemerite di assistenza, purtroppo, non risolutive delle condizioni precarie delle fasce deboli dei cittadini campani. In suo sostegno vi è stato un appello pubblico di ben quarantadue Presidi delle Facoltà universitarie della Campania. Pare necessario ed opportuno, quindi, che il prossimo Bilancio di previsione ne tenga debitamente conto come dovrà giudiziosamente prevedere il finanziamento di una più efficace ed incisiva attività legislativa.
Giuseppe Ossorio
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