Carissimi,
come forse già sapete abbiamo ritenuto di aderire per le elezioni europee - insieme alla Margherita, ai Ds, e allo SDI - alla lista unitaria del Presidente Romano Prodi, che ci è apparsa come l'unica novità politica e quella senz'altro più vicina alle nostre idee.
I Repubblicani Democratici, però, hanno ritenuto opportuno alle elezioni provinciali di Napoli presentare la propria lista, con il proprio simbolo che mi fa piacere allegare. Questo perché se è bene presentarsi uniti alle elezioni europee (nei sondaggi la lista Prodi sembra essere decisamente in vantaggio su tutte le altre), è anche bene mantenere a livello amministrativo un'identità specifica, per offrire un valore aggiunto all'alleanza di centrosinistra.
Mi fa piacere, in questa ottica, porre alla vostra attenzione un articolo che giudico importante dell'amico Peppino Ossorio, apparso in prima pagina del Corriere del Mezzogiorno - Corriere della Sera, nel quale appare chiara la nostra posizione rispetto alla politica economica regionale. Pur condividendo, infatti, le linee generali della Giunta regionale, Peppino Ossorio nella sua qualità di Consigliere regionale, mette in luce le caratteristiche proprie dei partiti laici, dei repubblicani e dei liberaldemocratici, in materia di sviluppo economico e di rigore finanziario. Egli continua, in tal modo, un'azione di caratterizzazione repubblicana e liberaldemocratica che ha intrapreso in questa legislatura regionale.
Non possiamo, infatti, accogliere acriticamente il presunto liberismo di una certa destra ma neanche accontentarci di una politica di pura assistenza o, addirittura, di elemosina, come una certa sinistra propone. Il rigore finanziario è necessario perché propedeutico alla politica di sviluppo la quale è I unica che consente di poter operare concretamente secondo equità e solidarietà, innalzando il livello economico dei ceti più poveri e dei ceti medi. Diversamente si favoriscono solo i più ricchi o si finisce con l'abbassare il livello del ceto medio verso quello del ceto meno abbiente.
Vi ringrazio dell'attenzione e colgo l'occasione per salutarvi affettuosamente.
Prof. Ernesto Paolozzi
Napoli, 16 aprile 2004
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