Archive for Novembre, 2009

“Il governo taglia sulla sicurezza”

Novembre 16th, 2009 by redazione

da “la Repubblica” di domenica 15 novembre 2009 di Giuseppe Ossorio

La vita cittadina dei comuni dell’interland  napoletano è infestata dalla criminalità organizzata e in certi quartieri di Napoli la camorra è insediata stabilmente. Non scriviamo nulla di nuovo intanto, però, molti giovani scappano dalla nostra provincia. Abbandonano la regione anche perché avvertono un forte senso di precarietà della quotidiana convivenza sociale. Essi aspirano a una qualità della vita migliore, più civile, magari hanno studiato per progredire e ingentilire i loro rapporti umani e si ritrovano in un ambiente ostile.
Nel frattempo Giulio Tremonti, nel bilancio dello Stato appena approvato in prima lettura al Senato, taglia le residue risorse destinate alla sicurezza e all’ordine pubblico. C’è da essere preoccupati, perché mentre al Nord l’espansione delle attività criminose compie un salto di qualità con l’accaparramento di quelle attività produttive, da noi porta a termine l’immiserimento delle condizioni sociali e delle poche attività economiche competitive.
Come si può ricostruire il tessuto civile ed economico e fermare la disgregazione sociale che connota sempre più le nostre città?
E’ evidente che non basta più il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine a portare al cambiamento. Per raggiungere l’obiettivo occorre che sia la società civile a ribellarsi e scendere in campo.
Sia chiaro: non stiamo dicendo che la colpa della presenza della malavita sia da attribuire ai cittadini meridionali che non s’impegnano a contrastarla e a sconfiggerla come dovrebbero. Siamo consapevoli che è sempre più difficile affrontare questo tema con la dovuta responsabilità, con intelligenza ed equilibrio. Non bisogna confondere la comprensibile paura dei cittadini indifesi con l’omertà dei complici. Soprattutto se si viene a conoscenza del fatto che lo Stato italiano ha riconosciuto di aver trattato con la mafia all’indomani degli omicidi di Falcone e Borsellino.
Ma, siccome alla malavita non ci si vuole arrendere, con una punta di fiducia cogliamo lo sforzo di alcuni sindaci a convincere la cittadinanza e l’opinione pubblica dei loro comuni ad un desiderio di riscatto. A volte i gesti simbolici sanno essere più persuasivi di tante altre azioni. Per esempio, a Ercolano, la città che proprio ieri è stata nuovamente colpita dall’ennesimo gesto criminale, la risposta  del sindaco, Nino Daniele, al crimine  che assedia il suo comune passa per una deliberazione della giunta municipale che esenta per tre anni dal pagamento dei tributi comunali gli operatoti economici che denunciano gli estorsori, che scelgono di non cedere al ricatto e alle intimidazioni e collaborano con la magistratura e le forze dell’ordine. Un atto amministrativo che va ad aggiungersi ad un progetto incalzante: sono stati affissi sugli edifici pubblici, scuole e chiese otto maxi pannelli che richiamano quei cittadini alla legalità. Su uno di quei grandi pannelli è scritto “Ogni giorno facciamo delle scelte, da esse nasce la nostra felicità”. Come a volerli invogliare a combattere contro la criminalità, richiamarli al rispetto delle regole e suggerire ai prepotenti un percorso di convincimento.  E’ la cintura urbana di Napoli che si ribella alla malavita e i comuni, le scuole, gli oratori e le imprese sono i punti su cui far leva.
La Chiesa, riconosciamolo, da tempo è in prima linea e gli interventi pubblici del cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe,  ormai non si contano più. L’attività dei parroci, disseminati nelle zone più a rischio,  contro la criminalità è coraggiosa e tenace. La recente presa di posizione del  presidente degli industriali della Campania, Giorgio Fiore, al convegno di Capri della Confindustria è stata incisiva: “Come imprenditori - ha detto - dobbiamo impegnarci in prima fila e interrogarci, senza alibi, sull’esistenza di aree grigie o peggio di collusione al nostro interno con la camorra”. Egli ha dimostrato molta energia affermando che è necessario ”monitorare la trasparenza degli associati, nonché quella delle aziende alle quali si subappaltano le commesse”.
Sono tutti segnali di un’azione che va facendosi comune, unitaria e che attende di essere sostenuta. Un’azione da accudire e non più rinviabile: ne va di mezzo la desertificazione della Campania.

L’impari lotta all’abusivismo

Novembre 2nd, 2009 by redazione

da “la Repubblica” di sabato 31 ottobre 2009 di Giuseppe Ossorio

La Procura Generale di Napoli ha disposto la demolizione degli edifici abusivi in oltre 20 comuni delle province di Napoli e Caserta. Un problema antico e mai risolto, quello dell’abusivismo, che riguarda soprattutto il Sud. In Campania il fenomeno è dilagante. La legge nazionale antiabusi non riesce a combatterlo perché è troppo macchinosa per opporsi con efficacia. L’abusivismo è sotto gli occhi di tutti: distrugge paesaggi e zone rurali e fa crescere il mercato immobiliare. Costa all’amministrazione pubblica, quando controlla per reprimere e quando finalmente abbatte. Costa alla comunità, sia in termini di aumenti di affitti al nero, sia in termini di sicurezza delle abitazioni. Senza parlare dell’aspetto etico, perché si fa strada l’idea che il furbo che si costruisce un’abitazione abusiva nella stragrande maggioranza dei casi vince. Negli ultimi mesi, gli abbattimenti a Casalnuovo, a Ischia, a Procida, a Miseno segnalano una seppur lieve inversione di tendenza. Vengono alla luce casi di abusivismo che sono in realtà sotto gli occhi di tutti e che trovano larga accoglienza sui nostri giornali e talvolta sulle pagine  nazionali dei quotidiani. Ultimo caso Giugliano. Alle spalle c’è il lavoro, fra mille difficoltà, delle Istituzioni pubbliche, e quello benemerito delle associazioni ambientaliste e dei cittadini comuni che con le loro denunce aiutano la giustizia.
Va detto che la lotta tra Stato e Antistato non si fa ad armi pari, per una legge farraginosa e, soprattutto per i pochi mezzi finanziari in dotazione alle amministrazioni pubbliche. In tempi di ristrettezza di bilancio, occorre escogitare altre misure compensative. La Regione Campania ha esaurito quasi del tutto il fondo di rotazione per abbattere il famoso quartiere abusivo di Casalnuovo. Oggi affronta il problema dell’abusivismo con i Programmi integrati urbani (P.I.U. Europa) finanziati dai Fondi europei 2007-2013. Questi Programmi interessano le 20 città della regione superiori a 50.000 abitanti e devono attestare, nell’attuazione dei loro piani urbani, le iniziative concrete di lotta all’abusivismo. In tal modo o si combatte seriamente l’abusivismo, o si perde la quota spettante dei circa 600 milioni di euro assegnati dall’Unione europea.
I comuni hanno la titolarità degli abbattimenti ma nel Sud, come al solito,  sono troppo deboli mentre le connivenze locali si dimostrano troppo forti. Non mancano, nel frattempo, i tentativi di affrontare con energia lo scempio del territorio. E’ il caso di Caserta, dove il  Prefetto, il Procuratore della Repubblica, l’Assessore regionale all’Urbanistica e i Commissari prefettizi dei comuni di San Cipriano d’Aversa, Orta di Atella, Lusciano, Castel Campagnano, Villa Literno hanno firmato un protocollo d’intesa per le demolizioni. Le Istituzioni firmatarie coinvolte in via ordinaria e sostitutiva hanno fissato le loro competenze per semplificare e rendere più efficienti le disposizioni e più veloce la tempistica. Quella dei protocolli d’intesa è una ulteriore via per l’applicazione effettiva della sanzione di demolizione dell’abuso, l’affermazione della legalità e il recupero del territorio. Rimane, però, in piedi la necessità che lo Stato si appropri con una legge della competenza diretta per combattere il fenomeno dell’abusivismo.